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Senza mangiare animali si vive meglio!

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    Il tofu non va mangiato così senza nulla. La sua caratteristica è di prendere il sapore degli alimenti con cui è cucinato. In questo modo viene utilizzato in tutti i piatti: antipasti (es: patè di tofu ai funghi o alle olive), primi (es: pasta alla carbonara vegan), pizze ( ai wurstel di tofu), secondi (es: polpettine di tofu), dolci (es: tiramisù). Un ottimo prodotto davvero!

     
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    LA BELLEZZA DEL RITORNO ALLA NATURA

    (Conferenze di Cividale del Friuli del 9 Luglio, di Carpi-Modena del 4 Settembre, e di Gandino-Bergamo del 26 Settembre 2010)

    I confini sono tutti saltati

    Troppa gente vive senza mai chiedersi minimamente in quale realtà essa stia vivendo.
    Viviamo forse nella verde Padania?
    O magari nella tricolore Italia, protetta dall’arco alpino e dalla nostra cerniera marina mediterranea?
    Ma non facciamoci ridere.
    Cento voli al giorno sfiorano avanti e indietro il Monte Bianco e le Dolomiti.
    Tunnel, autostrade, treni, navi e battelli, regolari e clandestini, completano l’opera, trasformando monti e mari in gruviere e in colabrodi.

    Viviamo forse nel mondo dei cristiani e dei giusti?

    Viviamo forse nel mondo occidentale, che si identificava col mondo cristiano dei giusti, contrapposto a quello dei pagani, dei barbari e dei turchi?
    Di quelli che venivano bollati disinvoltamente senza-Dio?
    I tempi cambiano.
    Il Vaticano sprizza troppo spesso bancarotta spirituale, venalità, potere e persino pedofilia, più che santità ed ispirazione cristiana.
    Lo stesso papa condivide praticamente questa medesima opinione.

    Viviamo nel mondo occidentale allargato ad Est?

    Viviamo forse nel mondo post-sovietico o post-maoistico che si è chiamato libera economia di mercato, estesa ai paesi situati oltre la ex-Cortina di Ferro?
    No, superata pure quella.
    Chiamare questo mondo col termine di mondo occidentale allargato è limitativo, non ha senso logico.



    La realtà del nuovo ordine mondiale e la cultura del Mainstream

    Viviamo piuttosto in un nuovo ordine mondiale.
    Viviamo in quella che l’amico Luciano Gianazza ha definito cultura del Mainstream (corrente principale), ovvero cultura ufficialmente riconosciuta come trainante in una determinata società, cultura che sta permeando il mondo attuale.
    Cultura mondiale e universale sì, ma non certo quella pacifica, innocua, romantica dei nostri ideali.
    Piuttosto quella di un regime globalizzatore ed opportunista.
    Salto di qualità o caduta in un nuovo medioevo di barbarie?

    Le catene montuose che non caratterizzano e la Cina che esplode di danaro

    Pirenei, Alpi, Himalaya non contengono e non frenano, non differiscono e non caratterizzano.
    Escludendo piccole isole e piccole chiazze retrogade tipo Corea del Nord, Afghanistan, Iran e Somalia che, sia ben chiaro, non difendiamo e non prendiamo assolutamente a modello, tutti siamo dentro in pieno, Cina inclusa, possedendo ormai essa più dollari USA che tutte le banche americane messe assieme, dopo che al motto di Mao Tse-Tung, Serve the People, è subentrato il nuovo motto di Deng Hsiao-Ping, Getting rich is glorious, che i cinesi hanno preso in parola.
    I tycoon cinesi di oggi sono diventati autentici imperatori della finanza, di fronte ai quali i nostri Agnelli e Montezemolo farebbero la figura dei morti di fame.

    Coca-Cola e McDonald’s uguale Mainstream

    Dovunque arriva la Coca-Cola, il McDonald’s, la KFC, il Burger King, la Monsanto, la Pfizer, la Glaxo e la Bayer, lì è arrivata la cultura del Mainstream, che coincide oggi con la cultura delle Multinazionali, delle Lobby e del Codex Alimentarius, delle pressioni vaccinatorie ricorrenti, della medicalizzazione accelerata, del gretto materialismo, dello sfrenato consumismo, delle pesti inventate, delle prevaricazioni, dei terremoti e degli tsunami artificiali.

    La psichiatria e il controllo delle masse

    Classico l’esempio della psichiatria, che nulla di profondo pare sapere sull’essere umano, conoscendo solo una parte della mente, quella stessa dei riflessi condizionati studiati da Ivan Petrovic Pavlov (1849-1936). Gli psichiatri alla fine hanno imparato in modo eccellente come addestrare i cani.
    Eppure, essi presumono a volte di applicare quelle misere tecniche alla complessità mentale dell’essere umano, in nome della loro psicologia comportamentale, spesso utilizzata come mezzo di controllo finalizzato a servizio di ogni regime.
    Controllare la psiche delle masse è sempre stato il primo obiettivo di ogni buon regime dittatoriale.

    Serve un mondo inquadrato ed obbediente, genuflesso non di fronte a Dio ma di fronte alle multinazionali del cibo, del farmaco e del vaccino

    E ora, dopo aver disseminato il mondo di psico-farmaci e di annesse dipendenze, pretenderebbero di imporre delle vaccinazioni generalizzate per rendere magari la gente più malleabile ed obbediente, una specie di alternativa alla fluorizzazione dei dentifrici e delle acque potabili, in perfetta linea cioè con le tecniche hitleriane dei campi di concentramento.


    Tutti coinvolti in un indecente bagno di gretto materialismo

    Gli psichiatri poco e nulla sanno dell’essere spirituale, e danno per scontato che anima, spirito, karma e persino aura eterea, non esistano, dimostrando che lunga è la loro strada per arrivare alla verità.
    Ma non solo la psichiatria è contro l’esistenza dell’aspetto spirituale.
    Tutto l’establishment medico, tutta la scienza ortodossa, tutta la sociologia, e persino la massa nell’assieme, rivela le stesse tendenze materialistiche, sbagliando in modo clamoroso.

    Soppressi i valori e le passioni, emerge una società malata e sbilenca

    Alla fine, la società malata, stramba e sbilenca in cui viviamo non è altro che il risultato della soppressione sistematica del ragionamento, dei sentimenti, dei valori etici e spirituali naturali ed innati dell’essere umano.
    L’idea di dare sempre e solo prodotti utili e non scadenti, l’idea di garantire una informazione completa e veritiera, l’idea di offrire benessere e spirito salutistico alla gente, non solo latitano, ma sono letteralmente scomparse.

    Una società venale ed egoistica, coi figli che uccidono i genitori per il danaro contante

    Non parliamo poi della difesa degli esseri più deboli, dei poveri, dei bambini e dei malati, per non dire degli animali tutti, diventati bersaglio fisso di ogni cattiveria umana.
    L’idea prevalente è quella di fare danari e di accumulare ricchezze, attività accettabile se svolta con finalità anche etiche. Ma quando si è venali ed egoisti, il surplus accumulato, anziché essere utilizzato a servizio della comunità come dovuto, viene trasformato in tirannico strumento di potere e di sopraffazione, oltre che in mezzo di cattivo esempio e di diseducazione.
    Figli che uccidono i genitori per soldi, sesso non per il piacere ma per soldi, politica non per il sociale ma per soldi, e una moralità pubblica e privata che sono finite letteralmente sotto i tacchi.

    Nessuna differenza tra il torto e la ragione

    C’è gente che gioca a carte fasulle pur di mantenere e rafforzare quanto sopra.
    C’è gente che bara e manipola, non escluso stati, governi, istituzioni, scuole, media.
    La verità sulle cose non esiste più.
    Se poi a tratti si rivela in modo insopprimibile, si inventano ben presto altre situazioni fasulle e contrapposte, le si ricamano addosso interpretazioni capaci di disinnescare il suo valore e il suo significato, per cui alla fine su ogni argomento esistono 10 verità anziché una sola, e la gente non sa più a quale credere.
    Si dice ormai tutto ed anche il contrario di tutto.

    Il disorientamento pilotato con meticolosa pianificazione

    Siamo di fronte a un fenomeno di diseducazione e di disorientamento sistematici e pilotati.
    Si assiste alla legalizzazione ed alla normalizzazione della cattiveria e dell’iniquità.
    Assistiamo inebetiti ed interdetti a balle enormi e continuate sull’Aids, sulle pandemie, sugli sbarchi lunari, sulle Torri Gemelle, sulle guerre in Iran ed in Afghanistan, sulle malattie iatrogene, sulla sperimentazione medicale, sulla vivisezione.
    Le balle riguardano ovviamente le tante falsità che ci vengono dette, ma anche i silenzi stampa che gridano vendetta.
    Una manifestazione epocale contro la vivisezione, snobbata ignobilmente dai media corrotti

    E’ di ieri il concreto esempio della manifestazione contro la vivisezione e le nuove norme della Comunità Europea che rendono più facile e disinvolta l’orribile pratica della sperimentazione animale, che ha portato in piazza moltissima gente in diverse città d’Europa, incluso le nostre Roma, Napoli e Cagliari.
    Mi ha appena telefonato Franco Libero Manco per dirmi che ha sfilato per 3 ore in Roma, da Piazza della Repubblica a Piazza del Popolo, in mezzo a 10 mila e oltre ragazzi pieni di entusiasmo, di sana rabbia e di grande determinazione. Una manifestazione epocale, storica ed entusiasmante per la passione vera e genuina della migliore gioventù del nostro paese.
    Detto dal presidente dell’AVA, Associazione Vegetariana Animalista, da anni in prima fila tra questo tipo di eventi, fa capire che si è trattato davvero di un fatto sociale importante e da prima pagina.

    Collusione e connivenza dei quotidiani e dei telegiornali con le multinazionali del farmaco, quelle che versano nelle loro casse miliardi in continuazione

    Tanti striscioni, ma niente di politico o di sindacale, e divieto organizzativo per vessilli e bandiere, trattandosi di vera e genuina manifestazione di popolo, con gente comune e sensibile venuta da ogni parte d’Italia a sue spese esclusive, e non grazie a biglietti ferroviari prepagati da partiti o sindacati di categoria. Ebbene, di fronte a un evento del genere, tutta la stampa italiana e tutti i canali televisivi hanno dimostrato ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, di essere collusi e conniventi con l’industria chimico-farmaceutica.

    Rita Dalla Chiesa giustamente amareggiata per questo vergognoso silenzio

    Un fatto vergognoso che la stessa Rita Dalla Chiesa, dalla seguitissima rubrica Forum, non ha mancato di segnalare, dichiarandosi amareggiata. Giornali italiani pieni di stupidaggini e di sciocchezze, pieni di notizie sulle tendenze sessuali di Balotelli, sulla casa di Fini a Montecarlo, sulle sfilate di moda, sui preti sempre più bacchettoni e pedofili.

    Un trafiletto sperduto ed introvabile per rispetto al Ministro Michela Brambilla

    Il Corriere della Sera di oggi domenica 26, porta un trafiletto sulla cronaca, schiaffato a pagina 13,
    e niente è servita la presenza attiva del Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla che, citando Einstein, ha detto che Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi tanto indegni.
    Lo scopo poi, in questo caso, non ha niente di alto e di grande, poiché è risaputo che la vivisezione non ha mai prodotto qualcosa di utile e di scientifico all’umanità, ma soltanto ulteriori insulti e ulteriori prese per i fondelli, oltre alle orribili, gratuite ed indicibili sofferenze procurate a milioni di persone perseguitate, chiamate animali, ma di gran lunga migliori dei loro persecutori e dei loro boia.

    L’Italia di San Francesco, di Dante e di Leonardo, in testa non solo nelle doppiette, nel grana e nei prosciutti, ma anche nelle vivisezioni

    Lo slogan della sfilata era Per chiudere Green Hill e tutti gli allevamenti di animali destinati ai laboratori.
    Ricordiamo che Green Hill sta a Montichiari (Brescia), ed è l’unico allevamento europeo specializzato nella fornitura di cuccioli Beagle destinati ai laboratori di ricerca, con 2500 animali che si vorrebbero portare a 5000, e con una fornitura di 250 cuccioli al mese, che si vorrebbe raddoppiare.
    Il Veganus contro l’Alimentarius

    Al Codex Alimentarius noi igienisti naturali contrapponiamo il Codex Veganus.
    Parlare di veganismo e di crudismo, di salute e di amore per il prossimo in un mondo così degenere può sembrare ufologia e utopia, prima ancora che provocazione e ribellione di tipo rivoluzionario.
    Siamo qui a testimoniare che l’idea igienistica non è affatto velleitaria o utopistica.
    Siamo qui a dirvi che esiste una alternativa reale al vicolo cieco e senza uscita del carnelattismo, al baratro e alle fosse comuni del regime medical-vaccinatorio.

    Una via auspicabile per tutti, John Robbins ne è l’esempio

    Esiste una via d’uscita utile ed auspicabile per tutti, inclusi paradossalmente i satrapi e gli incoscienti, i ghigliottinatori, i casari e i macellai, non fosse altro perché anch’essi hanno figli innocenti da crescere.
    Il clamoroso caso di John Robbins, foglio ed unico erede del magnate americano dei gelati, del latte e della carne (Baskin Robbins Corporation) fa ben sperare.
    John, dopo aver rinunciato ai miliardi del padre, è diventato il vegano più celebre del pianeta, il più amato personaggio pubblico americano.

    La priorità della salute fisica e spirituale

    La salute del corpo e dell’anima è il vero capitale da difendere.
    La salute del conto in banca è pure importante per chi ci tiene e per chi può, ma viene in ogni caso molto dopo.
    Il lato etico-estetico-spirituale gioca un ruolo fondamentale nella nostra esistenza.
    Non si può decapitare la propria anima in continuazione e pretendere che tale politica, miope e goffa, non abbia forti ripercussioni sul nostro fisico e sul nostro benessere.

    Le trasgressioni carnivoristiche non cambiano le carte in tavola e l’uomo resta sempre e comunque un essere vegano

    Tutto parte da un fatto vero, concreto, indiscutibile ed inequivocabile.
    Indipendentemente dai chili di prosciutto, di pollo e di bistecche che ognuno di noi immette nel sistema, il suo corpo resta e continua ad essere in tutto e per tutto, nella forma e nel sangue, e nei meccanismi biochimici e mentali, un essere vegano-fruttariano-crudista, movimentato da un motore che funziona impeccabilmente con un solo tipo di carburante che si chiama fruttosio naturale.
    Nel mio intervento di ieri, intitolato Codex Veganus, vi ho elencato 10 verità assolute sul corpo umano, e nessuna di esse viene intaccata, sminuita od inficiata, dalle assurde trasgressioni di un comportamento carnivoristico.

    I danni del carnelattismo sono noti presso i centri di oncologia ed anatomia

    Elencare i danni materiali e spirituali dei non-cibi, ossia di carne, pesce, crostacei, latte, formaggi e uova, sul corpo umano fruttariano, è cosa troppo facile, banale, scontata ed elementare, e non servono grandi opere dell’intelletto per dimostrarlo.
    I ricercatori dei centri oncologici e quelli delle sale-anatomia sanno molte cose, ma gli impediscono di parlare in tutta franchezza.


    Le sostanze sotto accusa

    1) L’aldeide malonica, sostanza cancerogena che si moltiplica con la cottura e causa tumori intestinali.
    2) L’acreolina, da cottura dei grassi e degli oli, ultratossica per il fegato, causa vera di epatiti A, B, C, D ed E, attribuite poi ai vari picornavirus, hepadnavirus, delta virus, calici virus, citomegalovirus, Epstein-Barr virus, tutti detriti cellulari innocenti, derivanti dalla disgregazione anticipata delle nostre cellule epatiche, dovuta a malattie da rubriche televisive tipo Cotto e mangiato, da carrelli spesa obbrobriosi, da frigoriferi pestilenziali e da cuochi cimiteriali e cibo-distruttori.
    3) L’adrenalina, dal terrore animale e dalle tossine psicologiche, che si propaga per le vie ultrapercettive del corpo etereo.
    4) Il dietil-silbestrolo, causatore specifico di fibromi e di endometriosi, di lipomi e cancro all’apparato genitale femminile.
    5) L’acido apocolico, il 3-metil colantrene e il benzopirene, potenti cancerogeni derivati dagli acidi biliari colico e disossi colico.
    6) Il beta-glicoronidasi e l’alfa-deiprossilasi, enzimi cancerogeni creati dai batteri anaerobi intestinali.
    7) Le ptomaine (dal greco ptoma, cioè salma) e la cadaverina (dall’aminoacido lisina), lo scatolo e l’indolo (dall’aminoacido triptofano), la putrescina, l’agmatina, la tiroxina, il fenolo, il metano, l’ammoniaca, il biossido di carbonio, il solfuro di idrogeno, l’alcol acetico, l’albumina, la fibrina, la gelatina (dai micidiali brodi di carne), le purine (sostanze azotate che sviluppano acidi urici), le nitrosammine e le aflatossine.
    8) Il bacilli Enteridis, Breslau, Clostridium (causatore di candida), Suispestifer, il bacillo del tifo e del paratifo (salmonella) e il prione Mucca-Pazza.
    9) Sono state poi conteggiate statisticamente 2700 sostanze chimiche proibite che vengono aggiunte nei vari tipi di carni in commercio, il più delle volte senza alcuna menzione.

    I danni della carne contro organi, ghiandole e vasi sanguigni

    Devo forse aggiungere che la carne intasa le arterie, ostruisce la cistifellea, appesantisce e ipertrofizza fegato e pancreas, deattiva i reni e porta a insufficienza renale, demineralizza le ossa acidificando il sangue, accelera il cuore e anche l’orologio biologico (invecchiando e rendendo decrepita anzitempo la gente), sballa il sistema endocrino, rende sgradevole e pesante l’odore personale, e ruba tremendi spazi al cibo vero, ossia alla frutta e alla verdura cruda. E mi riferisco sempre alla carne migliore sul mercato.

    I danni del latte altrui e quelli del latte dopo lo svezzamento

    E il latte? Il latte di donna è davvero ottimo per il bimbo poppante e non ancora svezzato.
    Il latte di topo è fantastico per il topino, quello di gatta è favoloso per il gattino, quello di mucca è eccellente per il vitellino, ma sempre e solo nelle prime settimane di vita.
    Le leggi della natura sono precise, logiche e coerenti.
    Il latte dei mammiferi fa la funzione delle proteine che stanno all’interno dell’uovo nel caso degli ovipari e degli ovovivipari.

    Andare a latte, controspecie e controtempo, significa rovinarsi

    Il latte dei mammiferi è stato concepito come alimento di specifica emergenza post-nascita, di sopravvivenza e di sviluppo rapido per il periodo che va fino allo svezzamento.
    Svezzamento significa distacco dal vezzo del latte.
    Nessuna meraviglia che un bimbo svezzato, andando controspecie e controtempo, andando cioè doppiamente contronatura, venga letteralmente rovinato dal latte bovino, e diventi in brevissimo tempo l’essere più malato e più diabetico di tutte le specie viventi.

    Il latte regala a tutti una raffica di allergie

    Ovvio che il latte sia allergenico, ovvio che alla lunga sia velenoso, ovvio che sia indigesto e acidificante. Contiene addirittura 100 componenti causanti allergie.
    Le scremature lo rendono ancor più allergenico, concentrando i veleni nel siero.
    Classici effetti l’asma, la sinusite, le tonsilliti, le adenoidi, l’ileite, l’irritazione gastrointestinale, la
    rettocolite normale ed ulcerosa, la stitichezza.
    La lattoglobulina viene catalogata come la più allergenica proteina del latte, e crea non a caso gas, crampi e costipazioni.

    Cataratta e formazioni tumorali al seno e alla vagina

    L’uomo non ha gli enzimi lattasi e rennina per demolire lo zucchero del latte, ovvero il lattosio.
    Se poi ha la sventura di assimilarlo in parte, peggio ancora, poiché il lattosio diventa in tal caso galattosio e va a causare crisi di cataratta.
    Il latte contiene l’ormone di crescita lattina che stimola formazioni tumorali a raffica, e produce cisti al seno, alla vagina e all’apparato renale.

    Latte nemico dell’uomo, dei bambini e della donna in particolare

    Il latte è il cibo dell’anemia (non ha ferro), dell’osteoporosi (non ha calcio servibile), dei calcoli, delle calcificazioni improprie, del calcare, delle micro-stalattiti interne al corpo, del diabete, delle cardiopatie, delle tiroiditi, delle sclerosi multiple.
    Nemico dell’uomo, ma soprattutto dei bambini e della donna.
    Le statistiche mondiali sono inequivocabili. I paesi a più alto consumo di latte e latticini risultano essere quelli a più alto livello di anemia-diabete-aterosclerosi-tiroiditi e di tutto il resto.
    Il formaggio, grande tentazione umana per il suo sapore grato e per la sua alta capacità sfamante, contiene tutti i difetti del latte, ma concentrati 10 volte, 10 volte più grasso, 10 volte più sale, 10 volte più perossido e radicali liberi. Se poi si tratta di formaggio grana, la concentrazione passa a livello 20.

    Le scoperte di questi ultimi anni sono in perfetta armonia con le posizioni di Pitagora

    In questi ultimi decenni si sono scoperte molte cose, tutte in linea con le verità di Pitagora, vecchie 2500 anni, e con le verità del Vangelo della Salute degli Esseni, vecchie 2000 anni.
    Si sono scoperti, grazie a Edward Howell, i food-enzyme, che rendono auto-digeribile a costo assimilativo zero la frutta e la verdura cruda.
    Si è scoperto che il calore disorganica i minerali riportandoli, dalla forma collaginosa ed assimilabile regalataci dalla fotosintesi clorofilliana, alla forma cristallina che intasa i glomeruli renali.
    Si è verificata strumentalmente la leucocitosi digestiva grazie a Paul Kouchakoff.
    Si sono scoperte e misurate, grazie all’ingegner André Simoneton, le onde vibrazionali da 6500 Angstrom della salute umana, aiutate dalla frutta e dalla verdura crude che stanno su livelli 7500-10000 equivalenti ai colori radianti dell’infrarosso, e rovinate dalle proteine animali, dai cibi cotti, dai sali e dagli zuccheri inorganici, tutti materiali debilitanti, ammalanti e assorbenti (ladri), con livelli vibrazionali bassissimi, dai 3000 A. in giù, e con colori smorti sul grigio e sui raggi X.
    Le proteine animali che diventano putrescina

    Il non-cibo carnelattistico non viene disgregato completamente dallo scarso acido cloridrico dello stomaco, e si decompone fatalmente in putrescina, mandado in circolo i suoi veleni.
    L’avvelenamento da residui proteici provoca iperacidità, miasmi, gas intestinali che risalgono dal colon provocando riflussi gastrici ed auto-contaminazioni gastriche da helicobacter, seguite da congestioni in zona auricolare, nasale, ottica e cerebrale.

    Thomas Parr morto prematuramente a 152 anni, per colpa del suo re

    L’avvelenamento provoca la putredine reale di un tempo, quella stessa malattia che fu fatale al centocinquantaduenne Thomas Parr, giardiniere vegano del re d’Inghilterra, quando venne costretto da sovrano a mangiare accanto a lui carne cruda e cotta per settimane, morendo avvelenato.
    Putredine reale che colpiva le corti di mezza Europa, avvezze alla cacciagione e alle bistecche di cavallo e di bovino, oltre che alla carne di pollo e di anatra.

    Dalla putredine reale alla borghese e alla proletaria

    Putredine reale che diventò ben presto putredine borghese, quando la Rivoluzione Francese ghigliottinò orrendamente le teste dei re, mentre doveva mozzare soltanto le loro pessime abitudini alimentari, sociali e politiche.
    Putredine borghese che non tardò a trasformarsi in putredine proletaria, con l’emancipazione economica delle classi umili, che hanno scioccamente scambiato e confuso la propria emancipazione con l’accesso alla carne e al sangue degli esseri più sfruttati e tiranneggiati, passando dalla parte del torto, compromettendo la loro stessa vita e diventando clientela preferenziale dell’odierno cancro.

    La riunione medica del 1992 e l’esperimento di Cambridge del 2000 hanno definito senza ombra di dubbio le modalità per schivare il cancro

    Nessuna meraviglia che un terzo di tutti i cancri dell’umanità siano cancri allo stomaco.
    I medici americani riuniti nel 1992 ad Atlanta presso il NIC (National Cancer Institute) arrivarono all’univoca conclusione che, riducendo drasticamente i grassi, le proterine animali e la B12, e aumentando nel contempo la frutta, la vitamina C e i folati B9, si sconfigge il cancro.
    Cosa confermatissima poi dal macro-esperimento medico del 2000 all’Università inglese di Cambridge, dove si è verificato che con 5 pasti sazianti di frutta al giorno, cancro e cardiopatia se ne vanno con la coda tra le gambe.

    Le speciali caratteristiche della frutta

    La frutta è l’alimento disegnato appositamente per noi, l’elemento più bilanciato e più vitale, con glucosio-fruttosio antidiabetico al 90%, con aminoacidi biodisponibili al 4,5%, con sali organicati al 3-4%, con acidi grassi polinsaturi e Omega-3 all’1%, con vitamine complete all’1%, con ormoni vegetali e fattori di crescita allo 0,5% e con il massimo di energetiche onde vibrazionali.
    Il tutto immerso nella sua acqua biologica distillata e pura, che coi micronutrienti citati diventa acqua vitale strutturata e bilanciata, priva di controindicazioni in un sistema gastrointestinale sano e normalizzato.


    Nulla di magico, ma una qualità fantastica, quella di non scassare il sistema immunitario con digestioni lunghe e difficili, e dunque energeticamente costose

    La frutta rimane il cibo umano d’elezione, il cibo umano per eccellenza, quello che offre nutrimento netto, vitalità e benessere, conservando meglio di ogni altro l’energia solare, essendo i frutti dei veri ricettacoli di forza elettromagnetica.
    Il cibo più alcalinizzante è la frutta, il nemico acerrimo dei radicali liberi è la frutta.
    Il cibo più scomponibile ed assimilabile è la frutta.

    Il cibo più problematico e insidioso è la proteina animale

    Al contrario, il cibo più difficile e scorbutico è rappresentato dalle proteine cosiddette nobili.
    L’uomo deve capire, se ci tiene alla sua salute personale, che nell’alimentazione è più importante quello che va fuori, e non ciò che si mette dentro.
    Più proteine consumiamo e meno energia disponibile abbiamo per le altre importanti funzioni corporee,
    governate con estrema saggezza e precisione dal sistema immunitario, come ad esempio l’energia nervina per il riciclaggio e l’eliminazione delle scorie e dei detriti cellulari autogeni chiamati impropriamente virus.

    Dai 300 grammi di proteine per die, agli attuali 75, mentre l’igienismo ne ammette 25
    Il corpo è un apparato ad alto rendimento, straordinariamente efficiente e tenuto internamente pulito e in ordine, tanto che riesce a riciclare il 70% delle scorie, perdendo soltanto 23 grammi di proteine per die.
    L’igienismo invoca da sempre 11-25 grammi di proteine al giorno, in insanabile confitto con le demenziali tabelle e con le truffaldine piramidi della FDA, frutto di allucinanti smagrimenti storici negli ultimi 40 anni, con una escalation a calare dai 300 grammi degli anni ‘70 ai 75 grammi odierni.
    Nessun ritocco invece dedicato alla B12, portata allora dai macellai di Atlanta dagli onesti 80 pg/mL della WHO di quel tempo, a quelli raddoppiati di 157 pg/mL degli anni ‘70, dimenticanza politica non casuale e non da poco.

    Due soli aminoacidi esterni, la lisina e la treonina, reperibili nei semi, nella frutta oleosa e nei legumi

    Il corpo umano non ha assolutamente problemi di carenze proteiche ma soltanto problemi di eccessi.
    Esso attinge agli aminoacidi che circolano nel sangue e nel sistema linfatico, e li trova proprio tutti (e non soltanto 8 come si credeva in passato). Li trova tutti ad esclusione di 2 che sono la treonina e la lisina, e che potremmo definire col termine di essenziali. Treonina e lisina che si trovano in abbondanza in tutti i semi, in tutta la frutta oleosa e in tutti i legumi. Il pool di aminoacidi è dunque per noi un bancomat aperto 24 ore su 24, per cui il corpo non va mai in carenza proteica.
    Il problema non è dove trovare le proteine e i grassi, ma come schivarli!

    L’inesistente mito delle carenze proteiche

    Hanno provato in cento modi diversi a creare una carenza proteica, sia a tavolino che nella realtà concreta, disegnando diete ipoproteiche estreme, senza mai venirne a capo.
    La carenza proteica è impossibile. Carenze caloriche sì, carenze minerali, vitaminiche ed ormonali anche, ma carenze proteiche niente, neanche a volerlo.

    La triplicazione del contenuto carbonico-zuccherino nei diabetici

    Il dramma umano sta nel diabete e nell’obesità, negli eccessi di carbonio dei dolci, delle farine, degli amidi stracotti che il sangue scadente e viscoso non riesce a ossigenare.
    Ed è così che nei diabetici il contenuto carbonico-zuccherino si eleva di 3 volte rspetto alla norma, mentre ci sono contemporanee carenze di sodio-ferro-calcio organicati, risolvibili tutte banalmente con abbondanti succhi di carote, sedani, bietole, patate crude, topinambur, zenzero e altre radici.

    La frutta è ottima per il diabete, ma va modulata con progressività e prudenza

    La frutta è il maggior rimedio per il diabete, ma occorre modulare con progressività e prudenza la sua riassunzione, soprattutto nei casi di persone soggette a cure insuliniche, e occorre in ogni caso che il diabetico e chi lo assiste si prendano in toto ogni responsabilità legale.
    E’ risaputo che togliere una persona da una droga dopante implichi contraccolpi ed anche qualche rischio. Le crisi di astinenza richiedono una politica del passo dopo passo.

    Il crudismo è la migliore cura risolutiva per il diabete

    Se pensiamo che il diabete è una degenerazione sintomatologica dovuta principalmente a diete medico-pediatriche proteiche ed acidificanti, e che l’unico rimedio è una dieta crudista vegana-fruttariana, alcalinizzante e naturalmente insulinizzante ed inulinizzante, abbiamo detto tutto.
    Se aggiungiamo che molti problemi diabetici dipendono dalle condizioni del fegato e dei reni, comprendiamo l’importanza fondamentale del crudismo, mentre le diete mediche per i diabetici sono basate paradossalmente sui cibi stessi che hanno causato la patologia, ovvero sui cibi proteici e sui cibi cotti, il che è semplicemente scandaloso.

    Una malattia sola che causa tutte le altre

    La malattia tipica della civiltà moderna è la costipazione o stitichezza che dir si voglia, ovvero l’insulto continuo al tempio umano del colon, dove sta l’intelligenza fisiologica del corpo (mentre l’intelligenza mentale sta nel cervello, e quella spirituale sta nelle ghiandole sessuali, nella pineale e nel timo).
    Trattasi di una affezione gravissima e sottovalutata.
    Non dobbiamo dimenticare che l’intestino equivale in superficie utile a 400-600 metri quadri di superficie, ovvero a un campo da tennis, e contiene 150-200 stazioni linfatiche immunitarie chiamate placche di Peyer.

    Dalla stitichezza nascono tutte le infiammazioni periferiche

    Ed è proprio qui che si gioca la salute umana, in tutti i suoi risvolti.
    La stitichezza porta all’infiammazione dell’intestino, e trasmette processi prima irritativi, poi infiammativi e poi ulcerativi, in tutte le direzioni possibili ed immaginabili del corpo umano.
    Le malattie batteriche e virali sono tutte invenzioni della fantasia medica, utili a tenere in piedi le baracche della virologia e dell’immunologia, con una miriade di imprese farmaceutiche, voraci quanto un pozzo senza fondo. La compresenza di determinati batteri e di determinati virus non significa affatto causa di malattia ma soltanto conseguenza di essa.
    In pratica, dalla infiammazione intestinale secca e arida, chiamata stitichezza, nascono tutte le 20 o le 40mila patologie dei vari cataloghi medici.

    Le malattie stanno nei polmoni che non respirano e nei sederi che non si muovono

    Ovvio che, curando l’unica malattia umana (che sta nel cranio, nelle scelte, nei carrelli-spesa, nei frigoriferi, nei polmoni che non sanno respirare e nei sederi flaccidi che non vogliono saperne di muoversi, negli occhi e negli orecchi che non vogliono vedere e nemmeno sentire i pianti degli animali barbaramente assassinati), si guariscono tutte le malattie dell’universo, e si riportano i medici a seminar patate e mais, mentre le farmacie si riducono a bugigattoli nei quali si vendono null’altro che tinture, creme coadiuvanti, sciroppi e cerottini per le ferite.

    La formula della malattia fa capire anche qual’è la formula della salute

    La formula della malattia è incredibilmente semplice:
    1) Digestioni lunghe e complicate.
    2) Sangue addensato e viscosizzato dai veleni post-digestivi.
    3) Stitichezza determinata dalle carenti assimilazioni-evacuazioni e dal sangue denso che al posto di
    ripulire le cellule va ad inquinarle ulteriormente.
    4) Irritazioni, infiammazioni, ulcerazioni, riparazioni-ulcere e indurimenti tumorali.

    Da cosa deriva la costipazione?

    Costipazione o stitichezza sono causate esattamente dai cibi abusivi e vietati come tutti i prodotti di origine animale, dai cibi cotti e devitalizzati, privi di enzimi e di micronutrienti validi, privi di fibre, di cellulosa e di colori, privi di sodio e di magnesio naturali (crescione, sedano, rucola, carciofo, finocchio), eccedenti in cloruro di sodio e di magnesio inorganici (vedi cottura dei vegetali), ed insultati da integratori salini e vitaminici.
    La costipazione è altresì causata da letargia fisica, sessuale e spirituale, da mancanza di amore e di motivazione, da mancanza di pensiero e di azione, da carenza cronica di ossigeno, da scarsa traspirazione, da mancanza di esposizione al sole, da insufficiente sonno e riposo.

    Andare a braccetto con le cose giuste

    Più stiamo col grana e col prosciutto, col vino a bicchieri e la birra a boccali, col the e il caffè, con sigari e sigarette, con le cole e i Red-Bull, con le merendine, i confettini, le chewing-gum, le mentine e le bibite, con i farmaci, i vaccini e gli integratori, e più andiamo a braccetto con la patologia, col cancro e con tutto il resto. Un po’ di veleno e di umana trasgressione sono cosa accettabile.
    Ma, se il veleno viene adottato a sistema di vita, le cose cambiano.

    La salute sta nell’aria, nel sole, nella natura, nei cibi puliti e nei cibi innocenti

    Non c’è medicina, non c’è farmacologia che tenga, non ci sono cellule staminali e superfarmaci miracolosi.
    Dobbiamo invece tornare umilmente alla natura, con una sterzata a 360 gradi, dando un taglio netto e sradicante a grassi e proteine animali, a veleni vari e a carboidrati cotti.
    La salute sta nel sangue fluido e puro, nell’aria e nel sole, nella frutta e nei carboidrati vivi.
    Se un uomo, giunto ai 30 anni, ha bisogno del medico, del prete, del sessuologo o del becchino, si consideri un fallito (Papiro egizio del 3000 a.C).

    Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo


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  7. Ressa
     
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    CITAZIONE (ialwaysdream @ 29/9/2010, 17:58)
    CITAZIONE (Ressa @ 28/9/2010, 19:32)
    Comunque grazie sei il primo che ha provato a rispondere almeno. :P

    ora capisco perché gli altri ci rinunciano. Argomentazioni vuote, frasi senza senso. Insomma tempo perso! Continua pure a nutrirti di cadaveri Bye :ciao.gif:

    Veramente a me sembrano argomentazioni inoppugnabili, altrimenti caro puoi provare a confutarle, il continuare a postare link, interi trattati di vegetarianismo non basta a provare una teoria. Io credo che la cosa più importante sia discuterla, e qui di discussione non è che ce ne sia molta..
    Continuare a ignorarmi non fa altro che convincermi che non avete gli argomenti per controbattere..

    Comunque riguardo allo slogan sopra, io mi sono informato ma non ci penso nemmeno a diventare vegan...
     
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  8. renzo
     
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    Questa è la roba con cui sono fatti i bocconcini di pollo dei fast food

    pubblicato il 3 ottobre 2010 alle 09:51

    di Maria Teresa Mura (Indigo Scarlett)

    Di tutti i fast food. In Usa i polli vengono ridotti in un poltiglia rosa caramella, che nessuno considererebbe commestibile. I polli, ovviamente non freschi, ma surgelati. Ossa, interiora e pelle. (Questo particolare è da prendere con le pinze, secondo la fonte e il video qui sotto ci sono macchine che triturano le carcasse con ossa e pelle, secondo altre fonti questa poltiglia è il risultato della scarnificazione delle carcasse di pollo ad alta pressione ,e in questo caso ci sarebbero insieme alla carne anche tracce di osso).Vengono fatti passare in un setaccio che tritura tutto senza pietà, poi per abbattere la carica batterica la “roba” viene lavata, ma serebbe più appropriato dire immersa in una soluzione con ammoniaca. Finita qui? Assolutamente no. Visto che la poltiglia è insapore viene addizionata artificialmente con aroma di pollo. E visto che con quel colore non la mangerebbe neanche il gatto, tinta. Ma non facevano prima ad usare il pongo?

    Edit: la fonte originale – USA – è stata ripresa anche da Gizmodo.

    Edit 2: ecco alcuni commenti interessanti da Gizmodo:

    Spider2544 scrive “ Non capisco perché le persone sono così schizzinose. Sono solo ossa e tendini, mangiamo quel genere di cose nel brodo di pollo e la gelatina. Qui non è diverso. Stiamo usando ogni parte del “bufalo” e che è una buona cosa, l’animale è morto e la sua la nostra responsabilità di assicurarsi che ogni centimetro dell’animale venga utilizzato e non sprecata….C’è una parte di questo (post) che mi suona come una stronzata assoluta, e questo è il bagno di ammoniaca… Anche se non lo fosse, non potrebbe eliminare i batteri al centro del bocconcino. L’unico modo per ucciderli, che è quello di cuocere al alta temperatura… e lo fanno prima di congelare, poi viene fritto una seconda volta, quindi sarebbe assolutamente sterilizzato in un modo molto più efficace con le fonti di calore, piuttosto che con prodotti chimici”.

    Alienshard: “Io in realtà preferisco i bocconcini di McDonald’s agli spiedini di pollo, perché sono più artificiali. Mi ricorda l’infanzia”.

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    Trolland Rhodes:” Questo non è “pollo meccanicamente separato”. MSC è esattamente quello che sembra, una macchina che sostanzialmente strappa la carne dalle ossa. Viene separata meccanicamente per una ragione distinguere le carni bianche dalla carne scura. La carne bianca viene tipicamente usata per le nostre pepite di pollo “aggregate”. La carne rossa va in altri prodotti di pollo (hot dog, per esempio.) Becco, zampe, le punte delle ali, le budella ed eventualmente le ossa e il cervello sono usate nel cibo secco per animali domestici. Che diventa farina di pollo. E ‘cotto, essiccato e sbriciolato fino a diventare una sostanza simile alla farina di mais…. la carne bianca di pollo è di gran lunga più di valore che ridurre semplicemente un pollo intero in un dentifricio rosa come la sostanza (della foto). Sarebbe davvero formidabile se Gizmodo avesse fatto effettivamente qualche sforzo per controllare queste cose. Ma con oltre 400 commenti, sono sicuro che la verità sarà solo ignorata”.

    Questo commento ha generato una serie di risposte nelle quali è contenuto il video qui sotto, che mostra la macchina che produce la poltiglia (il procedimento produce lo stesso risultato, e all’inizio del video vengono mostrati come prodotti finali proprio i bocconcini di pollo); al di là di possibili imprecisioni come quella del lavaggio in ammoniaca questa è un’ulteriore prova della veridicità della foto:












    Edit 3: questa è invece la ricerca su Google che testimonia come la news rilanciata da Gizmodo stia facendo il giro su moltissimi blog di tutto il mondo, si trova aggregata anche sul Times of India.

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    Edit 4: Per completezza riportiamo anche la spiegazione da Trashfood che spiega che nella carne meccanicamente separata possono esserci ossa: “La separazione meccanica della carne di pollame iniziò verso la fine degli anni 1960 negli Usa, ma per ragioni differenti. Infatti, le preferenze dei consumatori per tagli singoli invece dell’intera carcassa e, più tardi, per la richiesta di petti e cosce di pollo isolati e di prodotti derivati (hamburger,wurstel) rese necessario l’utilità di trovare un sistema per utilizzare colonna vertebrale, costole e altre ossa rimaste dopo il sezionamento manuale. Queste parti rappresentano circa il 24% della parte edibile del pollo. In media, si stima una resa pari al 3% di carne separata in relazione al peso delle ossa trattate durante la lavorazione di carcasse suine ed ovine. Le carni separate meccanicamente possono contenere anche particelle di osso”, e la precisazione da Naturopataonline che sottolinea che questa poltiglia vien addizionata di coloranti ed aromi:” L’industria denomina questo metodo, “ recupero avanzato della carne.”. Da sottolineare che il macchinario, data la pressione elevata, sminuzza anche parti delle ossa. Proprio per questo motivo è vietato l’ uso con carni bovine onde evitare il ripetersi di contagi tipo mucca pazza”, “Va da se che i preparati che usano carni ricavate con questo sistema, non sono certamente il massimo della qualità per la nostra salute ma in compenso, garantiscono il massimo del guadagno ai produttori ! Senza contare le aggiunte di conservanti e altri grassi per garantire da un lato una durata considerevole di carne morta da parecchio tempo, dall’ altra per migliorarne il sapore”. A lato l’etichetta di un prodotto italiano con carne meccanicamente separata. Buona cena a tutti.


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    Edit 5: su Reddit Randomerrors che dice di aver lavorato nel settore commenta così la foto: “”Dopo aver effettivamente lavorato per un breve periodo in un impianto di lavorazione del pollo, posso dire che 1-quello nella foto non è collo, non so cosa sia b) separare meccanicamente generalmente si riferisce al fatto che ci sono macchine per tagliare l’animale (in altre parole, ogni pollo che acquisti che non è intero è “separato meccanicamente”), e Z) le ossa,il sangue,le piume, gli occhi, e tutto chiò che è più o meno considerato un prodotto di “scarto” sono effettivamente utilizzati per fare fertilizzantie cibo per cani. Wow. Ho imparato molto in un mese. ” Oppure “Il cibo nella foto non è pollo. Quel colore rosa bizzarro non si aggiunge alle pepite o ai bocconcini di petto (i più comuni aggregati di pollo) e non è pasta per hot dog. Inoltre, la pasta viene messa in una scatola di cartone. E questo non è consentito dalla USDA.

    Su Gizmodo invece JackDilla affermando di essere un produttore di “poltiglia” non smentisce la foto ma precisa:” Vendo più di 100.000 libbre di questa roba ogni mese per aziende di tutto il paese. Non uccide, ma lasciatemi chiarire una certa confusione. Non vi dovrebbe capitare di mangiare una pepita di pollo o un pasticcio a base di MSC. La carne meccanicamente separata è per lo più prodotta per alimentazione a basso costo come quella delle carceri. Le persone che stanno dicendo che i polli sono interi sbagliano. Dopo che il pollo viene disossato e sono stati rimossi petto, coscie, ali e così via rimane la carcassa di pollo, che è solo un mucchio di ossa con piccoli pezzi di carne . Questo è gettato in una macchina speciale che macina e separa la carne dal frammenti di ossa. Non ci sono occhi, pelle, organi, artigli, becchi o qualcosa del genere. E McDonald’s utilizza tutte carni bianche di petto nelle loro chicken nuggets. Così fa ogni altra catena di fast food ristorante…MSC viene usata soprattutto negli hot dog. A meno che non si dichiari che sia carne di maiale o con carne di pollo al 100% contiene MSC. Se si dice a base di carne, allora può essere una miscela di carni suine / MSC”.



    C’è anche chi linka un articolo del NYT che racconta particolari sul controverso lavaggio in ammoniaca, applicato però alla carne bovina, e approvato dallUSDA.

    Da annotare il link a Gizmodo del serissimo Business Insider

    Edit 6: McDonald’s USA nella lista degli ingredienti dei Mcnuggets non dichiara carne meccanicamente separata.

    Edit 7: Qualcuno dice che la prova del fatto che quanto scritto qui non sia vero risieda nel fatto che McDonalds ha pubblicato questa smentita. A chiunque sia capace di leggere balza all’occhio che in quel testo si dice che l’azienda non usa “pollo cinese” (cosa che in effetti nessuno ha mai sostenuto, questo tipo di lavorazione non è appannaggio della Cina) non che non utilizzi questo tipo di prodotto (come scriviamo nell’edit 6).










    La verita' nascosta e la falsa propaganda
    pubblicata da Enriko Veg il giorno venerdì 6 agosto 2010 alle ore 12.42
    Se le pareti degli allevamenti intensivi, dei camion e dei vagoni da trasporto di animali, e soprattutto quelle dei macelli fossero sostituite con materiale trasparente, tutti potrebbero finalmente vedere quanta sofferenza c'è dietro una fettina di carne.

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    Spesso inoltre vengono date informazioni assolutamente false e inverosimili sullo stato degli allevamenti. E' il caso di un opuscolo destinato ai ragazzi delle scuole medie inferiori, distribuito nel 2001 dall'Amministrazione Provinciale Milanese, di cui l'AVI ha chiesto a gran voce il ritiro.
    L'opuscolo appare ancora nel catalogo delle edizioni Carthusia con la didascalia "Campagna di informazione rivolta ai ragazzi delle scuole medie per promuovere la conoscenza della realtà agricola della provincia di Milano e delle principali produzioni alimentari a essa correlate".

    Leggiamo nell'opuscolo: "Tutto sul bovino" è uno stampato dedicato ai ragazzi delle scuole medie inferiori "[...] per predisporre le famiglie a un consumo intelligente e soprattutto a diradare i dubbi [...]"
    "Un thriller da 45 secondi" introduce il capitolo relativo alla macellazione dove:
    "Dopo questa vita tutto sommato particolarmente piacevole per un animale da allevamento, il passaggio dal vitellone che si pavoneggia al piatto di arrosto con patatine di cui parlavamo prima avviene in un posto particolare, chiamato macello.
    Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il macello non è un luogo sinistro pieno di omaccioni con coltellacci che sembrano i fratelli dell'orco di Pollicino. Assomiglia piuttosto a una fabbrica olandese: ariosa, ben organizzata e dove tutto avviene a tempi di record. I futuri arrosti (dai 30 ai 1000 al giorno) ci arrivano dopo un viaggio piuttosto confortevole in camion a due piani, come gli autobus di Londra."

    Le informazioni riportate sono profondamente offensive per tutti coloro che, come noi, vedono nei soggetti non umani che convivono sul nostro pianeta degli esseri senzienti, in grado di provare sentimenti come gioia e dolore e che si battono da anni per far comprendere a livello sociale che hanno diritto alla loro dignità.

    Ancora una volta ci troviamo di fronte a un vergognoso esempio di mistificazione della tragica realtà dei macelli.








    http://www.facebook.com/note.php?note_id=4...48654975&ref=mf


    Ero un Vivisezionista
    pubblicata da Laura Mantini il giorno mercoledì 23 giugno 2010 alle ore 16.05
    Riuscivo a sentire il battito frenetico del cuore della cavia quando la presi in mano...Articolo pubblicato il 31 marzo 2007 dal quotidiano inglese "The Guardian".
    Dalla voce di un ex-vivisettore, tutto l'orrore di questa pratica, e il perche' continua a esistere e a essere insegnata nelle universita' come fosse cosa dovuta e normale.

    Iniziò tutto quando ero uno studente universitario di medicina. Venimmo abituati gentilmente; iniziammo guardando video di esperimenti su conigli anestetizzati e prendendo nota dei risultati. In seguito effettuammo esperimenti sulle zampe delle rane e poi sui cuori. Prendevamo la cosa seriamente e 15 anni dopo ricordo ancora i principi fisiologici che imparavamo in quegli esperimenti. Così sembrava ne valesse la pena. Quando iniziai il dottorato, dovetti frequentare un corso che insegnava a occuparsi degli animali sotto anestesia e ucciderli con umanità.
    Gli esperimenti sugli animali sono rigidamente normati in Gran Bretagna; è necessaria una licenza dal Ministero degli Interni e si devono fare esami e test pratici per dimostrare la propria competenza. Il corso fu spaventoso. Guardavamo un video su come uccidere gli animali - gente con maschere e camici da laboratorio che sbattevano gli animali sul lato di un tavolo o gli spezzavano il collo - e poi discutevamo tranquillamente di etica, come se tutto avesse senso. Il problema è che non ce l'aveva - ma devo essermi perso il pezzo in cui ci incoraggiarono a metterlo in dubbio.

    Quando iniziai a lavorare nel laboratorio di ricerca, venne il mio turno. Eravamo attentamente supervisionati e non ci veniva fatta fretta di uccidere animali prima che fossimo sicuri di poterlo fare in modo appropriato.
    Ma non mi sembrava giusto fare gli esperimenti senza compiere anche l'uccisione. Riuscivo a sentire il battito frenetico del cuore della cavia quando la presi in mano; non era l'unica ad essere nervosa. E poi lo feci. Le sbattei la testa sul lato del tavolo per tramortirla, poi le tagliai la gola e morì dissanguata. Il rumore del cranio che sbatte contro il tavolo non mi lascerà mai; 10 anni dopo sobbalzo ancora quando sento un suono simile.

    In alcuni laboratori, il danno psicologico che questa tecnica infligge sullo staff è ben noto e agli animali viene perciò iniettata una dose mortale di anestetico. Ma questo è molto più doloroso per l'animale e può danneggiare il tessuto sul quale si vuole sperimentare. Così li colpivamo sulla testa e vivevamo con il suono di crani rotti.

    Presto divenne più facile. Ciò che all'inizio mi aveva scioccato fu all'improvviso molto normale e banale.
    Sbattere la nuca delle cavie e poi tagliare loro la gola non mi faceva davvero più effetto. E sembrava non fare alcun effetto a nessun altro. I colleghi mi dissero che era una strategia del tutto naturale per farcela, che semplicemente non lo avresti potuto fare senza razionalizzarlo nella tua testa. Gli amici immaginavano che stavo facendo sicuramente della ricerca medica che valeva disperatamente la pena per giustificare un tale comportamento, che stavo per scoprire la cura per l'AIDS o per le malattie cardiache. La verità è che il lavoro di ricerca procede spesso per tentativi ed è solo il senno di poi che ci permette di giudicare quali erano le scoperte utili.

    Nel frattempo il palazzo nel quale lavoravo era sotto assedio da parte degli antivivisezionisti. Un importante leader per i diritti degli animali stava facendo lo sciopero della fame in prigione. I suoi sostemitori avevano fatto circolare una lista di accademici che avrebbero ucciso per vendetta se il leader fosse morto.

    Eravamo circondati da barriere di acciaio e da poliziotti a cavallo dalle facce severe. L'auto del dipartimento aveva uno specchietto su un'asta, così da poter controllare se sotto c'erano bombe. Ma a volte avere un nemico contro il quale unirsi rende più facile non mettere in dubbio ciò che si sta facendo. E una volta che ci sei dentro è difficile uscirne.

    Quando ebbi terminato il mio dottorato triennale, me ne andai. Ero diventato un uomo che pensava fosse normale uccidere animali quotidianamente e non soffrirne, il che non era esattamente ciò che volevo essere.

    Un anno dopo che avevo terminato presi in mano di nuovo una cavia. Era una di quelle molto pelose, la cui testa e coda erano difficilmente distinguibili. Non dissi al suo proprietario cosa facevo una volta. Avevo un irrazionale timore di andare fuori di testa all'improvviso e colpire il povero animale. Non lo feci, ma dovetti nascondermi le mani, che tremavano quando lo rimisi giù.

    Ora mi considero riabilitato. Ho ucciso solo due animali da allora: un uccello selvatico senza una zampa e brulicante di vermi e un coniglio mezzo morto con una mixomatosi. Entrambe le volte poi ho vomitato di puro orrore. Ma questa è una reazione naturale e ne sono felice.
    Fonte:The Guardian, I was a vivisectionist - Da AgireOra Network: www.agireora.org

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    Questo sito è nato da una consapevolezza che ho raggiunto nel corso degli anni, dal sentimento d'amore e rispetto che ho sempre avuto verso tutti gli animali e dall'orrore, il dolore e il disprezzo nel conoscere cosa l'uomo è capace di fare verso gli esseri indifesi che più fra tutti sono gli animali.
    www.lavocedeiconigli.it/vegetariani-veg.htm
    Qui troverete delle pagine con approfondimenti e riflessioni su vari argomenti, scoprirete molte verità e cose che spesso si ignoravano.

    Poi ognuno può decidere...io ho scelto! non voglio contribuire più, per quello che posso, all' ingiusta sofferenza e morte di altri esseri senzienti.

    TUTTO CIO' CHE RESPIRA NON HA FORSE LO STESSO DIRITTO ALLA VITA?

    Non chiudete gli occhi davanti a tutto questo, AIUTIAMO GLI ANIMALI!

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    Gli animali umani, che incarcerano, mangiano e sfruttano gli animali non umani, fingono che questi non sentano dolore. E' necessaria infatti una netta distinzione tra noi e loro, se vogliamo farne ciò che vogliamo, se li indossiamo e li mangiamo senza avvertire rimorsi o sensi di colpa. Gli umani, che spesso si comportano con crudeltà verso gli animali, vogliono credere che essi non possano soffrire. In realtà il comportamento degli animali dimostra il contrario: essi sono troppo simili a noi.
    Carl Sagan e Ann Druyan - Scienziati - Tratto da: Shadows of Forgotten Ancestors, 1992



    Per tutti quelli che pensano e ridono delle persone vegetariane-vegane, per chi crede che "l'uomo ha bisogno delle proteine della carne e non può vivere senza di esse", per chi crede che il vegetariano lo sia solo per salvare gli animali ignorando invece quanto contribuisce a salvare il bambino che muore di fame, all'ambiente, all'economia, alla salute...per tutti quelli che pensano che i vegani siano una setta di fanatici o extraterrestri venuti da Vega..

    I tentativi di screditare l' alternativa vegetariana attestano puntualmente che nessuno è piu' fanatico di chi, non conoscendo un argomento, si aggrappa all' uso di arretrati luoghi comuni.

    leggete e aprite la vostra mente ed ogni volta che mangerete carne pensate a tutto questo, oppure continuate a vivere nella vostra indifferenza!



    Per tutti quelli che dicono: "fareste meglio ad occuparvi prima delle sofferenze umane..."



    David Cowles Hamar ha fornito una buona risposta a quest'affermazione: "Gli umani sono animali, quindi i diritti animali sono diritti umani". Potremmo altrimenti osservare che 'concedere' diritti alle donne o ai neri non ha sminuito quelli dei maschi o dei bianchi. Essere moralmente coerenti, facendo entrare i diritti dei non umani nell'ambito dell'etica allargare il campo della considerazione etica, nobilita gli umani.

    Le sofferenze degli umani non rappresentano una ragione per dimenticarsi quelle degli altri animali. Non e' possibile separare una specie dall'altra: siamo tutti animali. Dobbiamo sforzarci di rendere il mondo migliore per tutti. Il veganismo e' un passo avanti in questa direzione, non un' alternativa ad essa. Gli umani dipendono dalla salute e dal benessere del pianeta che li sostenta. Noi vogliamo che gli umani godano della miglior qualita' di vita possibile, che riteniamo possa ottenersi soprattutto nutrendosi con una dieta vegana. Se ognuno di noi adottasse questa dieta, la salute di tutto il Paese migliorerebbe immediatamente. I vegani e i vegetariani mediamente vivono meglio e piu' a lungo di coloro che scelgono di consumare carne e altri prodotti di origine animale, tutti ad alto contenuto di colesterolo, grassi e cancerogeni. da: mucca103

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    Vegetariano = chi esclude dalla sua alimentazione tutta la carne, di mammiferi, volatili, pesci, crostacei e di ogni altra specie. Chi non mangia animali terresti ma si nutre di pesci NON è vegetariano.

    Vegano = chi è vegan non consuma prodotti di origine animale: carne, pesce, latte e derivati (yogurt, formaggi, burro), uova, miele (che sono comunque fonte di sofferenza e morte per molti animali). Non usa prodotti di origine animale come pelle, pellicce, cosmetici ecc.

    Veg*ani = il termine si utilizza per comodità nell'indicare sia vegetariani che vegani.

    PERCHE' DIVENTARE VEG*ANI?



    CHI MANGIA CARNE CONTRIBUISCE ALLA FAME NEL MONDO

    13 milioni di persone, ogni anno, muoiono di fame; altrettanti muoiono invece per malattie causate da un eccessivo consumo di carne. Si calcola che sulla terra ci siano 15 miliardi di capi di bestiame allevati dall' uomo. I paesi industrializzati impiegano ben 2/3 della loro produzione cerealicola per l'allevamento del bestiame e si accaparranno le terre migliori del terzo mondo per coltivare cereali destinati agli animali d'allevamento (36 dei 40 paesi piu' poveri del mondo esportano cereali negli Stati Uniti dove il 90% del prodotto viene utilizzato per nutrire gli animali destinati al macello). Se tutti i terreni coltivabili della terra venissero usati per produrre vegetali, si potrebbe sfamare una popolazione 5 volte superiore a quella attuale: verrebbe quindi risolto il problema della fame nel mondo.

    Ogni volta che mangi un pezzo di carne togli il cibo ad un bambino...

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    IMPATTO AMBIENTALE (inquinamento)

    Per ottenere 1 kg di carne occorrono 15 Kg di cereali; il resto va in escrementi. Questi, vista la grande quantita', non possono essere riassorbiti immediatamente dal terreno e di conseguenza immettono ammoniaca e metano nell'atmosfera. L'ammoniaca prodotta dagli allevamenti è riconosciuta come una delle cause maggiori delle piogge acide e il metano va ad aggiungersi a quei gas responsabili dell' effetto serra. Per poter nutrire un cosi' alto numero di animali è necessario una sovraproduzione di cereali e per fare cio' vengono utilizzati una grande quantita' di fertilizzanti (ozoto e pesticidi). l'ozoto finisce nei fiumi e nei mari, soffoca i pesci e facilita il formarsi delle alghe (mucillagine). I pesticidi vengono ingeriti dagli animali, avvelenando la loro carne. Ogni anno viene bruciata una parte della foresta amazzonica (è grande ma finira', e poi cosa respiriamo?) per far posto a nuove coltivazioni di cereali e a nuovi allevamenti, la cui carne è destinata al mercato europeo.

    CONSUMO D' ACQUA

    Il 70% dell'acqua utilizzata sul pianeta è consumato dalla zootecnia e dall'agricoltura (i cui prodotti servono per la maggior parte a nutrire gli animali d'allevamento).
    Quasi la metà dell'acqua consumata negli Stati Uniti è destinata alle coltivazioni di alimenti per il bestiame. Gli allevamenti consumano una quantità d'acqua molto maggiore di quella necessaria per coltivare soia, cereali, o verdure per il consumo diretto umano.

    Una vacca da latte beve 200 litri di acqua al giorno, 50 litri un bovino o un cavallo, 20 litri un maiale e circa 10 una pecora.
    Il settimanale Newsweek ha calcolato che per produrre soli cinque chili di carne bovina serve tanta acqua quanta ne consuma una famiglia media in un anno.



    CARNE E SALUTE (chi non la mangia ha il cuore sano!)

    Chi consuma carne ha il 40% di possibilita' in piu' di sviluppare tumori, superiore quindi anche al tabacco.

    La necrofagia è quanto di più dannoso si può immaginare per la sua salute: la carne e' tanto priva di fibre e carboidrati quanto gonfia di grassi saturi e colesterolo.

    Numerosi studi hanno evidenziatola stretta relazione esistente tra dieta a forte contenuto di grassi saturi di tipo animale e cancro e come invece abbiano minor incidenza nei vegetariani. Anche il prof. Umberto Veronesi (dir. scientifico dell' Istituto europeo di oncologia) è vegetariano.

    I vegetariani , inoltre, risultano essere meno soggetti all' 80% in meno di malattie dei mangiatori di carne.

    Statistiche mediche hanno constatato come diabete, trombosi, osteoporosi, artriti, malattie renali, obesita' e ipertensione siano strettamente legate al consumo di carne.

    Adulti, bambini, anziani, donne in gravidanza, neonati, sportivi tutti posso essere vegetariani/vegani ed avere solo benefici per la salute.



    L' UOMO E' CARNIVORO? (un mito da sfatare)

    FALSO! L' uomo non è carnivoro. L' organismo dell' uomo, contrariamente a quello dei carnivori, non è fatto per mangiare cadaveri di animali perchè ne rimane intossicato a causa delle sostanze tossiche contenute nella carne. L' organismo di un animale carnivoro cerca di espellere la carne dal proprio organismo con la massima velocita' possibile, data la sua tossicita'. Una riprova di queto dato è data dal fatto che il suo intestino è lungo 3 volte il corpo, mentre quello dell' uomo ( e degli animali frugivori) è pari a 12 volte la lunghezza del corpo. Inoltre le mucose spesse e muscolose dei carnivori tollerano forti succhi gastrici, necessari alla digestione della carne, mentre l'uomo ne rimane danneggiato.

    L' essere umano appartiene all' ordine dei primati antropomorfi, per loro natura frugivori, cioè atti a consumare frutti, foglie, semi. La neurofisiologia, l' embriologia, l' anatomia comparata confermano come l' uomo sia strutturato per cibarsi di frutti freschi, foglie tenere, tuberi, radici e non di muscoli, ossa ed interiora come i carnivori. Questi infatti hanno conformazione dentale, patrimonio enzimatico, organi visivi, strutture di offesa, caratteristiche di potenza e aggressivita', apparato digerente, intestinale, escretorio, sudorifero, circolatorio adatti ad utilizzare l'alimento carneo come fonte glucidica, consumandolo crudo e completo di interiora e di sangue. gli esseri umani senza mezzi artificiali difficilmente sarebbero in grado di cacciare. Molti sono ormai gli scienziati concordi nell' affermare che l' uomo si è convertito a consumare muscoli di animali (in principio carogne) per necessita' legate alla inospitabilita' delle foreste nell'ambiente originario, circa 2 milioni di anni fa nell' era Neozoica. In quell' epoca avvennero infatti glaciazioni, interglaciazioni (ritiro dei ghiacci e avvento dei clima piu' caldi) e periodi di siccita' contrapposti a forti diluvi. L' Homo Habilis sarebbe dunque passato al carnivorismo per poter sopravivere, pagando pero' con l' accorciamento della vita media. L' uomo è diventato carnivoro in epoche in cui non si conoscevano i danni della carne.

    Oggi solo gli esquimesi restano un popolo carnivoro per assoluta necessita'. La durata della vita media di questo popolo è 25-30 anni, muoiono vittime dell' arteriosclerosi causata dall' alimentazione carnivora.



    IL BUSINESS E LE MENZOGNE

    Si puo' interrompere la carne-dipendenza in maniera graduale o immediata: il bisiness dell 'industria carnea, che ne incoraggia il consumo e che maschera la crudelta' degli allevamenti intensivi, ha per anni diffuso menzogne colossali sull' indispensabilita' della carne sui suoi supposti benefici.

    Molti animali vengono macellati appena nati in modo che gli allevatori possano incassare i premi dell' Unione Europea per la riduzione dei capi.

    Approfondimenti (dati economici).



    ETICA E MORALE

    Diventare vegani è una scelta di vita. Di rispetto per la vita di tutti gli esseri viventi.

    Se l' uomo non ha avuto ritegno ad escogitare luoghi quali i campi di concentramento, possiamo ben comprendere come, di fronte ad interessi economici incalcolabili, egli possa aver partorito l'idea aberrante degli allevamenti intensivi dove gli animali sono trasformati da esseri viventi in vere e proprie macchine per la produzione di uova, latte, carne.

    L' uomo si distingue dall'animale non umano per l'intelligenza, per il senso etico e morale, noi possiamo scegliere di alimentarci senza uccidere.

    Molte persone dicono di amare e rispettare gli animali, ma in realta' parlano del proprio cane o del gatto di casa, distinguendo cosi' animali da "carne" con gli animali "domestici".

    In realta' il maiale, la mucca, il pollo, il coniglio, le galline ovaiole non sono diversi dai nostri animali che teniamo in casa, hanno la stessa capacita' di soffrire, hanno le stesse sensazioni ed emozioni, perchè allora questa distinzione? perchè chi dice di amare gli animali continua a mangiarli?

    Gli animali sentono il desiderio di vivere e il dolore per essere ucciso esattamente come gli esseri umani. Le grida mentre vengono uccisi sono terribili. E' possibile continuare a mangiare animali quando sappiamo come soffrono?

    Se i mattatoi avessero le pareti di vetro la maggior parte delle persone sarebbero vegetariane.

    Oggi noi non ammazziamo direttamente le nostre vittime, ma ci serviamo di intermediari: i dipendenti dei mattatoi, i cacciatori, i pescatori...

    Quindi diventando vegani, si puo' contribuire a salvare milioni di animali che non vivono meglio degli animali da laboratorio, anche loro nascono e vivono in piccole gabbie, trattati come oggetti ed infine uccisi.



    L' EVOLUZIONE



    9. Carne Mangia Carne?
    by DANI

    INDICE

    Il tema del vegetarianesimo è uno dei temi più discussi negli ultimi anni. Sempre più gente sembra orientata a diffidare della purezza della carne animale, o a rifiutarla per motivi ideologici, o per rispetto per gli animali, o per altri motivi.

    Ma quanto conviene non mangiare carne? E' veramente così terribile per la salute? No, non è terribile. Anzi, a molta gente serve mangiare carne. Perché? Perché simile attira simile, e finché si hanno in sé pensieri di distruzione estrema, di abuso, di violenza e di morte allora è necessario mangiare carne. E' necessario mangiarla perché altrimenti non si possono trascendere quei pensieri. Perché? Perché la realtà è fatta di pensieri. Ed anche la forma quindi è fatta di pensieri. E molta gente ha ancora dentro di sé tali pensieri negativi, e quindi ha molta voglia di carne.

    Se non si dà alla forma ciò di cui ha bisogno data la sua composizione di pensieri momentanea, allora la forma non può essere in salute. Solo nel momento in cui si trascendono tutti i pensieri che attirano la carne come cibo nella propria realtà, allora in quel momento la propria forma non avrà alcun più desiderio di carne. Ed oltretutto, fino a quel momento la propria forma non sarà pronta per una dieta vegetariana. Quindi se si cerca di forzare la propria evoluzione adottando una dieta vegetariana quando la propria forma richiede ancora carne (cioè si ha voglia di mangiare carne), non si fa altro che autodanneggiarsi.

    Mangiare carne quindi è necessario fino ad una certa fase dell'evoluzione. E quando non sarà più necessaria, il corpo ve lo farà capire, poiché non avrà più voglia di carne. La parte non semplice sta nel riuscire a percepire ciò che il corpo richiede. Spesso i pensieri inviati dai media e da altre parti influenzano molto il proprio pensiero.

    Per ascoltare il proprio corpo, è sufficiente allontanare tutti i pensieri che interferiscono nella comunicazione tra mente e corpo e sentire quello di cui si ha voglia. Le "voglie" rappresentano di solito ciò che il corpo desidera in quel momento, e cioè ciò di cui ha bisogno. E' importante quindi ascoltare il proprio corpo riguardo la propria alimentazione. E comprendere che una dieta vegetariana forzata può essere solo dannosa alla forma se non è pronta a sostenerla.

    La dieta vegetariana comporta solitamente l'esclusione dalla propria dieta di carne animale (ed anche umana, per i cannibali!) e pesce. Di solito si chiama vegana la dieta che esclude anche uova, latte e derivati. Che dire di questi ultimi?

    Mi sembra chiaro che nel prelevare il latte dalla mucca o da altro animale non ci sia distruzione. Vi è solamente l'appropriazione impropria di un qualcosa che non è proprio. E di certo la mucca non offre il latte, perché se lo offrisse spontaneamente allora lo farebbe da sola senza che qualcuno debba mungerla! Quindi anche qui vi è dietro un pensiero da trascendere, ed è quello della appropriazione impropria di una proprietà altrui. Cioè senza che quell'altro lo offra spontaneamente, si prende qualcosa di suo personale.

    Qui bisogna distinguere tra possesso e proprietà. Per possesso intendo un oggetto che non fa parte dell'essere stesso, ma è un qualcosa che è "nelle proprie mani". Per proprietà invece intendo ciò che costituisce l'essere stesso. Ad esempio, io posseggo un orologio ma sono proprietario del mio braccio e del mio sangue. Quindi, data questa distinzione, c'è differenza se mi approprio di una proprietà o di un possesso altrui. Nel caso della mucca, il latte è sua proprietà. E si danneggia la forma stessa. Nel caso invece di un oggetto la situazione è diversa. Perché? Perché posso ridarglielo. Posso cioè ribilanciare dare ed avere. Ad esempio, prendo una penna perché mi serve dalla scrivania del mio collega e poi la ripongo dov'era. E quando torna gli dico che l'ho utilizzata. Glielo dico per correttezza. E ribilancio il prestito a livello energetico, attraverso un semplice "grazie".

    Non posso forse ringraziare la mucca o altro animale per la carne o il latte che mi dona e quindi ribilanciare a livello energetico dare ed avere? No. Perché? Perché la benedizione o ringraziamento vale come bilanciamento automatico a livello energetico solo se vi sono pensieri puri in gioco. Negli altri casi, non vale. Bisogna vivere i propri pensieri negativi, viverli e trascenderli.

    Sarebbe come uccidere una persona, chiederle scusa e quindi cavarsela così. O, come fa la chiesa cattolica attraverso la confessione, confessarsi a qualcuno per ciò che si ha fatto, recitare due preghiere e tutto è a posto. Se così fosse, dove sta l'evoluzione? Se mi si perdona sempre tutto e non sperimento mai le conseguenze delle mie azioni (cioè di ciò che penso), che senso avrebbero l'evoluzione e l'apprendimento?

    Quando penso qualcosa, che sia frutto di mio ragionamento o di manipolazione, tendo poi a manifestarlo nella realtà. Ma come faccio a capire che sbaglio se mi si perdona sempre tutto? Cioè se non mi si fa capire che sbaglio? Sperimentare la conseguenza delle proprie azioni significa comprendere perché una cosa è sbagliata o meno. Se si ha dentro il pensiero di uccidere un altro essere, allora attireremo persone che hanno dentro questo stesso pensiero, e che quindi tenderanno ad uccidere noi stessi! Capite quindi come il pensiero che si ha dentro attiri le proprie esperienze?

    Il ringraziamento è una sorta di benedizione. Ringraziando una persona, la si grazia, cioè la si benedice. Ed in questo modo, si riequilibrano le energie tra dare ed avere, senza dover contraccambiare a livello fisico. Questo metodo di riequilibrio attraverso la benedizione è necessario per mantenere tutto in equilibrio, dato che altrimenti sarebbe molto difficile mantenere il tutto in equilibrio a livello fisico. Quando non si può, si ringrazia, e quindi si benedice l'altro e si bilancia il tutto. Semplice, no? Per questo da sempre sin da bambini si insegna ai piccoli a ringraziare sempre. Perché in realtà è una forma di benedizione, cioè di ringraziamento.

    Quindi, se si utilizza un possesso altrui senza chiedere il permesso, o perché ci si dimentica o perché non è fisicamente possibile, si può ribilanciare tranquillamente tutto anche a posteriori se lo si ringrazia. Questo tipo di appropriazione non è negativo, fa parte della vita quotidiana. E non è necessario trascendere alcun pensiero particolare, perché non è un atteggiamento da eliminare. Fa parte della vita. E si possono ribilanciare le energie senza problemi.

    Quindi è normale che, una volta trascesi i pensieri di appropriazione di una proprietà altrui, allora anche il desiderio del latte e dei suoi derivati verrà meno. Semplicemente perché la forma non avrà più in sé tali pensieri e quindi non avrà più bisogno di latte e derivati per rimanere in salute.

    Che dire invece delle uova? Nel caso delle uova, vi è distruzione. Perché si mangia comunque un essere vivente. Si mangia in sostanza un essere in crescita non ancora completamente formato. E' come mangiare un feto umano. E quindi? Anche qui lo stesso discorso della carne. Una volta trasceso il pensiero della distruzione di un altro essere in crescita allora il corpo non avrà più alcun desiderio né bisogno di mangiare uova.

    Quindi cosa si mangia quando si trascendono tutti questi pensieri? Si mangia ciò che viene offerto dall'ambiente in cui viviamo. E le uniche cose che sono esplicitamente offerte sono frutta, verdura e cereali. Questo è tutto ciò che offre la Terra, che è la nostra casa ed il nostro giardino. E che dobbiamo quindi curare con tutto il nostro amore.

    Con tale cibo offerto dalla Terra e dalla natura stessa per nutrirci, abbiamo tutto ciò di cui il nostro corpo necessita. E con questo cibo, si posso creare un'infinita di pietanze prelibate! L'unico limite può essere solo la creatività umana.

    Si arriverà mai un giorno a vivere d'aria? Potenzialmente sì, ma è difficile che ciò avverrà mai. Perché mangiare è un piacere. Ed è anche un modo per le persone e le altre specie di ritrovarsi, stare vicini e vivere in comunità. E dato che frutta, verdura e cereali sono semplici forme fisiche che sono state create proprio per nutrire forme più complesse, non vi è alcun pensiero distruttivo legato al mangiare tale cibo.

    Anche il fare esperienza di essere mangiati da forme più complesse è comunque un'esperienza che insegna, se viene fatta spontaneamente e con amore. Frutta, verdura e cereali sono forme che, pur non avendo una mente sviluppata, hanno un corpo emotivo molto sviluppato. Percepiscono le energie di ciò che sta attorno. La consapevolezza pura (Dio) creò tali forme fisiche per fare una forte esperienza emotiva, concentrandosi cioè sulla ricezione di tutte le energie che si percepiscono attraverso l'interazione con l'ambiente. Per questo sono forme estremamente sensibili.

    Perché si fanno mangiare? Perché tali forme non sono altro che le forme che vengono prima degli animali e degli uomini nella scala evolutiva. E quindi si fanno mangiare da loro per cominciare a fare esperienza indiretta di che cosa sia una forma più complessa. Allo stesso modo esse si nutrono di vermi e terra. E di acqua. Gli elementi terra, acqua, fuoco e aria sono forme di vita ancora più semplici. E così sempre più in basso fino ad arrivare alle particelle elementari che sono la forma più semplice esistente.

    Ora, se così è, perché allora anche gli animali che, nella scala evolutiva vengono prima dell'essere umano, non si lasciano mangiare per fare esperienza di una forma più evoluta? Perché gli animali sono forme che furono create immortali, come l'essere umano. E quindi non sono create per morire. Quindi mangiarle significa incorporare in sé il pensiero della distruzione e della morte. Le piante, invece, non furono create per essere immortali. E quindi mangiarle non implica incorporare in sé pensieri di morte e distruzione. Anzi, vi è una benedizione reciproca: si ringraziano le piante per offrirsi come cibo, ed allo stesso modo le piante ringraziano per offrire loro la possibilità di sperimentare forme più complesse.

    Tutto è consapevolezza. Quindi mangiando qualcosa assorbiamo la sua consapevolezza. E quindi tale consapevolezza può giovare dello sperimentare una forma più complessa. Tali consapevolezze rimangono per sempre dentro di noi una volta mangiate? No, vi rimangono fintantoché non le eliminiamo attraverso le feci e l'urina corporei.

    Questo vi dà una visione completamente nuova delle feci e dell'urina, no? Le feci e l'urina non dovrebbero scaricare tossine o cibo di scarto, ma soltanto quelle sostanze che contengono la consapevolezza di ciò che si mangia. E queste sostanze tornano alla terra. E quindi la terra le ridona alle specie di piante mangiate che quindi, reincorporando la consapevolezza entrata nelle forme animali ed umane, porta nuova esperienza e comprensione. E così evolvono.

    http://spazioinwind.libero.it/risvegliodia...angia_carne.htm

    CURIOSITA'

    Vegetariano: dal latino vegetus (forte, sano, vigoroso)



    Gli animali piu' forti alle fatiche fisiche sono vegetariani:

    l' elefante, il rinoceronte, l' ippopotamo, le scimmie antropomorfe (scimpanzè, gorilla, etc.); o ancora quelle che l' uomo ha sempre sfruttato per eseguire lavori pesanti: bue, cavallo, mulo, asino.

    Gli animali piu' prolifici sono vegetariani: il conigli.

    Gli animali piu' longevi sono vegetariani: l' elefante.



    Alcuni personaggi storici famosi e VEGETARIANI:

    Ippocrate, Gandhi, Darwin, Einstein, Freud, Galileo, Goethe, Kafka, Leonardo, Luther King, Newton, Pascal, Pitagora, Platone, Plutarco, Rousseau, Seneca, George Bernard Shaw, Tolstoj, Voltaire, Wagner...



    fonti:

    Coordinamento nazionale associazioni animaliste

    www.saicosamangi.info



    "E dal momento che noi siamo i sepolcri viventi di animali morti di morte violenta, come possiamo aspettarci condizioni ideali su questo pianeta?"
    [George Bernard Shaw]


    COSA MANGIARE?

    L' assimilazione equilibrata di cereali, legumi, verdura e frutta garantisce l'apporto piu' congeniale per il nostro organismo di proteine, vitamine, ferro, sali minerali, carboidrati, grassi.


    CRESCERE UN BAMBINO VEGETARIANO

    I vantaggi per i bambini L’alimentazione vegetariana è dunque una dieta validissima anche per i più piccoli, soprattutto nei paesi più ricchi, dove un bambino su tre è obeso. A dimostrarlo sono numerosi studi medici italiani e stranieri. Oltre alla ricerca citata da Luciano Proietti , i riflessi della dieta vegetariana sullo stato di salute e sull’accrescimento dei bambini sono stati oggetto di una recente indagine promossa dal Comitato medico-scientifico dell’Associazione vegetariana italiana in collaborazione con la Cattedra di Pediatria dell’Università di Verona. Un gruppo di quindici bambini vegetariani (sin dallo svezzamento) di otto anni è stato confrontato con un gruppo di bambini, scelti a caso, ma della stessa età. I risultati sono stati più che sorprendenti. Bambini vegetariani hanno presentato un livello di assunzione di ferro superiore, anche se bisogna riconoscere che il ferro vegetale è meno assimilabile di quello presente negli alimenti di origine animale. Inoltre avevano valori di colesterolo, trigliceridi e glicemia notevolmente inferiori rispetto agli onnivori. E ancora, più muscolo e meno grassi. Infine, la ricerca ha evidenziato l’assenza di qualsiasi tipo di carenza nutritiva nel gruppo di bambini vegetariani. Perché allora tanto accanimento contro chi sceglie di non nutrirsi di carne? "La verità - spiega il nutrizionista Leonardo Pinelli, docente di Pediatria Preventiva e Sociale all’Università di Verona - è che l’attuale ordinamento didattico delle nostre università non assicura un’adeguata preparazione in materia di alimentazione. La conseguenza è che la maggior parte dei medici non conosce sufficientemente le problematiche legate alla dieta vegetariana. E come spesso accade, quando non si conosce bene una cosa, la si combatte". E non c’è niente di peggio - aggiungiamo noi - dell’arroganza che nasce dall’ignoranza.

    fonte: Massimo Ilari e Mimmo Tringale (Aam Terra Nuova)

    VIVERE SENZA CRUDELTA'

    Scegliere di diventare veg*ani è scegliere un certo tipo di vita, primo fra tutte è sicuramente non contribuire all' uccisione o allo sfruttamento di animali non solo sotto forma di cibo, ma anche come oggetti o capi d'abbigliamento.

    Vengono usate parti di animali come la pelle, le piume, la pelliccia, la lana e non solo, quando in realta' al giorno d' oggi ci sono tantissime alternative.



    Scarpe e borse si trovano in tessuto o sintetiche, i divani in tessuto o alcantara, giubbotti e piumini con imbottitura di cotone e hi-tec e naturalmente cosmetici e detersivi non testati su animali.



    In questo sito trovi la lista dei prodotti, negozi, locali vegan in tutta Italia

    www.veganhome.it/

    Chi è vegan? Chi non mangia animali, e non mangia i loro prodotti - latte e uova. Ci sono tanti motivi per diventare vegan.

    Essere vegan è giusto, perché salva la vita agli animali. Essere vegan è il futuro, perché non ci sono abbastanza risorse sulla Terra per nutrire tutti con una dieta carnivora e perché con questa alimentazione ci stiamo facendo del male con le nostre mani e stiamo distruggendo il pianeta. Essere vegan è facile, è la cosa più naturale del mondo, è nella nostra natura più profonda.

    È una scelta per tutti: per ogni età, per ogni carattere e modo di vivere e di pensare.

    Non esiste un vegan-tipo, al contrario, le motivazioni di questa scelta sono molteplici. Scopri chi sono i vegan e il perché di questa scelta

    www.veganhome.it/

    Per iniziare

    Un ottimo punto di partenza per capire perché, ma soprattutto come, vivere vegan, è il sito VegFacile: passo-passo vi guiderà lungo un facile percorso per diventare vegan, spiegandovi ogni cosa, togliendovi ogni dubbio, con tante foto e illustrazioni per rendere la lettura più chiara e scorrevole!

    VegFacile, pur trattando tutti gli aspetti di questa scelta, è molto facile da seguire e ricco di foto esplicative, un punto di partenza molto utile per tutti!

    La sua caratteristica principale sono le informazioni dettagliate sul "come" mettere in pratica la scelta vegetariana e vegan, e come affrontare il cambiamento d'abitudini passo-passo. La Home page riproduce una plancia di gioco, a caselle: ogni casella è un "passo" verso un'alimentazione vegan.

    La "casella di partenza" di VegFacile riporta la testimonianza di vari personaggi vegetariani o vegani "famosi", del mondo della cultura, dello sport, dello spettacolo, della scienza, di oggi e del passato, stranieri o italiani.

    Il "passo 1" prende in esame le motivazioni etiche per non mangiare più animali e le motivazioni ecologiste dato che come consumo di risorse, latte e carne sono indiscutibilmente i "cibi" più dispendiosi, inefficienti e inquinanti che si possano concepire.

    Un ulteriore passo è quello di eliminare dalla propria alimentazione latte e uova, per gli stessi motivi di cui al passo uno.

    E poi via via viene mostrato come si "vive vegan", con una bella galleria fotografica di frighi e dispense vegan per far capire che la cucina vegan offre una infinita varietà di cibi tra cui scegliere, di piatti da preparare, semplici e più complessi.

    Alcuni passi sono dedicati all'aspetto salutistico e di conoscenza dei singoli ingredienti, tradizionali ed esotici, altre pagine spiegano come affrontare la transizione da onnivoro a vegan, come gestire il cambiamento di abitudini, i rapporti con gli altri. Una sezione delle "domande dei lettori" completa l'opera.

    Vai al sito VegFacile.info - Diventa vegan passo a passo

    Essere vegan è giusto

    Essere vegan è giusto perché non si fanno soffrire e non si uccidono animali per usarli come "ingredienti" per i nostri piatti.

    Non abbiamo bisogno di ucciderli per vivere, lo facciamo solo per abitudine, ma è un'abitudine che è giusto cambiare, perché non ha senso provocare così tanto dolore solo per potersi mangiarsi un panino o una bistecca.

    Uccidere gli altri animali è un atto di sfruttamento e violenza, e lo facciamo solo perché abbiamo il potere per farlo, non perché sia giusto così.

    Molte persone provano orrore per l'abitudine di altri popoli di mangiare cani, gatti, delfini o balene, ma questi animali non soffrono di più degli animali consumati normalmente in Europa. Allo stesso modo, altri popoli provano orrore per la nostra abitudine di mangiare conigli o cavalli, considerati animali d'affezione. Questo ci insegna che, dunque, la differenza sta solo nell'abitudine, non nella morale. Un maiale non è diverso da un cane, un gatto non è diverso da un coniglio, in quanto alla capacità di provare sentimenti, emozioni, paura, gioia, affetto. Gli animali sono tutti uguali.

    Eppure il modo in cui vengono trattati gli animali negli allevamenti è così terribile che se le stesse azioni fossero commesse su cani e gatti, per la legge italiana il colpevole finirebbe in galera. Ma attenzione: non è colpa "dell'allevatore cattivo", ma di chi gli dà i soldi quanto fa la spesa al banco macelleria...

    In 80 anni di vita ogni italiano usa come "cibo" circa 1400 animali.

    Smettere di causare tutta questa morte e sofferenza è facile, basta smettere di mangiare la carne degli animali e i loro "derivati", cioè latte e uova.

    Essere vegan è il futuro, per l'ambiente, il mondo e la salute
    Il futuro per l'ambiente

    Il futuro, già a breve termine, non consentirà consumi di carne (pesce compreso), latte, uova pari a quelli attuali, perché, semplicemente, non ci sono abbastanza risorse sulla Terra per permetterlo.

    Sono ormai sempre di più gli studiosi che denunciano con articoli ben circostanziati - sia su riviste tecnico-scientifiche che divulgative - che uno dei modi più potenti di proteggere l'ambiente è quello di cambiare modo di mangiare, tornando a modelli più tradizionali e diminuendo quindi drasticamente il consumo di carne e altri alimenti di origine animale (latte, uova), la cui produzione è estremamente dispendiosa in termini di risorse (terreni, energia, acqua) e di inquinanti emessi (gas serra, sostanze chimiche, liquami ad alto potere inquinante).
    Animali come macchine: del tutto inefficienti

    Per comprendere i motivi dell'impatto sull'ambiente occorre notare che gli animali d'allevamento sono "fabbriche di proteine alla rovescia".

    Infatti gli animali d'allevamento consumano molte più calorie, ricavate dai vegetali, di quante ne producano sottoforma di carne, latte e uova: come "macchine" (così sono ormai considerati nella moderna zootecnia, anche se macchine di certo non sono) che convertono proteine vegetali in proteine animali, sono del tutto inefficienti. Il rapporto di conversione da mangimi per gli animali a "cibo" per gli umani varia da 1:30 a 1:4, a seconda della specie animale. Vale a dire: per ogni kg di carne che si ricava da un animale, lo stesso animale deve mangiare mediamente 15 kg di vegetali, appositamente coltivati. Questo causa uno spreco enorme di terreni fertili, energia, acqua, sostanze chimiche.

    Alcuni dati:

    Spreco di acqua - il settimanale Newsweek ha calcolato che per produrre soli 5 kg di carne bovina serve tanta acqua quanta ne consuma una famiglia media americana in un anno. Nell'agosto 2004 si è tenuta la consueta "Settimana Mondiale dell'Acqua", a Stoccolma, durante la quale gli esperti hanno spiegato che le riserve d'acqua non saranno sufficienti a far vivere i nostri discendenti con la stessa dieta oggi imperante in Occidente e hanno affermato che sarà necessario ridurre il consumo di alimenti di origine animale.

    Spreco di energia - le calorie di combustibile fossile spese per produrre 1 caloria di proteine dalla soia sono pari a 2; per il grano, servono 3 calorie, per il latte 36, per il manzo 78. (Fonte: "Eenergy and land constraints in food protein production", Science, Nov 21, 1975)

    Inquinamento da deiezioni - in USA è stato calcolato che le deiezioni - cioè gli escrementi - provenienti dagli allevamenti intensivi inquinano l'acqua più di tutte le altre fonti industriali raggruppate. (Fonte: Envinromental Protection Agency 1996)

    Abbattimento delle foreste - circa il 70% delle foreste tropicali abbattute, sono abbattute per far posto a pascoli per bovini. Dopo 5-6 anni l'area si desertifica, e viene abbattutta un'altra porzione di foresta. Nel 2003 c'è stata una crescita del 40% della deforestazione nella foresta amazzonica brasiliana rispetto all'anno precedente, per far posto a nuovi pascoli (Fonte: Rapporto del CIFOR, Centro per la Ricerca Forestale Internazionale, 2004).

    Per approfondimenti: Panel "Impatto ambientale" a cura del Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione (NEIC).
    Il futuro per il mondo

    Gli sprechi di vegetali, terreno, energia, acqua, pesano soprattutto sui paesi più poveri, e "rubano" le loro risorse.

    Il Brasile conta 16 milioni di persone malnutrite. Ed esporta 16 milioni di tonnellate di soia per mangimi animali - 1000 kg di soia l'anno per ogni individuo malnutrito! (Fonte: Database FAO 2001)

    In Messico, milioni di persone soffrono di denutrizione cronica. Nel 1960, il bestiame consumava il 5% dei cereali prodotti. Nel 2003, il 45%. Allo stesso modo, per l'Egitto si è passati dal 3% a 31%, per la Cina dall'8% al 28%. Quindi si usano i terreni, anziché per coltivare cibo per le persone, per coltivare mangimi per animali, con il conseguente spreco descritto sopra. (Fonte: Unimondo)

    In organizzazioni come l'OMS e la FAO aumenta sempre di più la preoccupazione per l'impatto dell'allevamento industriale sull'utilizzo delle terre coltivabili e conseguentemente sulla possibilità o meno di nutrire il mondo in modo efficiente.

    Esse affermano: "L'aumento del consumo di prodotti animali in paesi come il Brasile e la Cina (anche se tali consumi sono ancora ben al di sotto dei livelli del Nord America e della maggior parte degli altri paesi industrializzati) ha anche considerevoli ripercussioni ambientali. Il numero di persone nutrite in un anno per ettaro varia da 22 per le patate, a 19 per il riso fino a solo 1 e 2 persone rispettivamente per il manzo e l'agnello. Allo stesso modo, la richiesta d'acqua diventerà probabilmente uno dei maggiori problemi di questo secolo. Anche in questo caso, i prodotti animali usano una quantità molto maggiore di questa risorsa rispetto ai vegetali."
    [WHO/FAO, Diet, nutrition, and the prevention of chronic disease. Report of the Joint WHO/FAO expert consultation, 26 aprile 2002]

    L'economista Frances Moore Lappè, ha calcolato che in un anno, nei soli Stati Uniti, sono stati prodotti 145 milioni di tonnellate di cereali e soia. Da questi 145 milioni di tonnellate di cibo sono stati ricavati solo 21 miloni di tonnellate di carne, latte, uova. Facendo la differenza, si ottengono 124 milioni di tonnellate di cibo sprecato: questo cibo, avrebbe assicurato un pasto completo al giorno a tutti gli abitanti della Terra! Con il solo spreco degli USA. (Fonte: Frances Moore Lappè, "Diet for a small planet", New York, Ballantine Books, 1982, pp.69-71)

    Per approfondimenti: Panel "Denutrizione e malnutrizione nel mondo" a cura del Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione (NEIC).
    Il futuro per la nostra salute

    Secondo l'Annuario statistico italiano 2007 dell'Istat, le maggiori cause di morte in Italia sono le malattie cardiache e i tumori. Solo questi due fattori sono la causa di quasi tre quarti delle morti che avvengono in Italia ogni anno (il 71,2%, per le precisione).

    Eppure, sono anche i fattori più facilmente prevenibili con uno stile di vita corretto, la cui componente principale è una corretta alimentazione. Per quanto riguarda le malattie cardiache, esse sono spesso addirittura curabili, non solo prevenibili.

    L'alimentazione ottimale per prevenire queste malattie (ma anche molte altre) è quella a base vegetale. Le linee guida del World Cancer Institute (l'Istituto Mondiale per gli studi sul Cancro) raccomandano testualmente di "prediligere diete basate su alimenti vegetali e comprendenti un'ampia varietà di verdura, frutta, legumi e carboidrati poco raffinati e, se si consuma carne rossa, di non consumarne più di 80 g al giorno".

    Da notare il "se": il cibo su cui basare la nostra alimentazione è quello vegetale, il consumo di carne è "facoltativo", ma se c'è non deve superare un certo limite. Questo limite MASSIMO è fissato a 80 g al giorno, il che significa 30 kg l'anno. In realtà in Italia si consumano pro capite 92 kg di carne l'anno (62 di carne rossa, 30 di altre carni), quindi oltre il triplo del limite massimo consigliato!

    È chiaro dunque che una modifica delle abitudini alimentari verso una drastica diminuzione del consumo di alimenti animali e un drastico aumento di cereali, legumi, verdura e frutta è l'unica strada che può salvarci dalle "malattie del benessere".

    Lo stesso si verifica, in misura ancora maggiore, per le malattie cardiovascolari, che possono anche essere curate attraverso l'alimentazione. Negli USA vi è più di un esempio di progetti di successo basati su questo, che salvano la vita a moltissime persone.

    Per approfondimenti: "Abbiamo dei vantaggi per la salute?" dal sito VegFacile.

    Essere vegan è per tutti

    Non esiste un vegan-tipo: non esiste un "credo" politico o religioso, un carattere o un modo di comportarsi e di parlare, un modo di vestire o un aspetto fisico, una fascia d'età o un tipo di "cerchia sociale" che accomuni tutti i vegan. Per fortuna.

    La scelta vegan la si fa per rispetto degli animali, o per rispetto dell'ambiente, o per combattere la fame nel mondo, o per la propria salute, o per alcune di queste cose messe assieme. Queste motivazioni sono l'unica cosa che accomuna i vegan tra loro.

    Per il resto, ciascuno è una persona molto diversa dalle altre, nel modo di vivere, nel mestiere che fa, nella musica che gli piace, nello sport che pratica o non pratica, nelle idee politiche, nelle eventuali convinzioni religiose, nel carattere, nei libri che legge, nell'età che ha... in qualsiasi aspetto della sua vita.

    Vuoi risparmiare? Mangia vegan!

    Fonte: AgireOra Network
     
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  11. fairybunny
     
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    La polpetta acquistata in un supermercato. Ogni anno 70 mila infettati
    Stephanie, la ventiduenne
    paralizzata da un hamburger
    Carne poco cotta, c'era l'E.coli. Sotto accusa la catena alimentare
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    I rischi del tritacarne
    Alimentazione: chiedi all'esperto

    Dal nostro corrispondente Paolo Valentino


    WASHINGTON — L'incubo di Stephanie Smith cominciò una sera d'autunno di due anni fa. Una cena in famiglia. Il classico barbecue americano della domenica. Hamburger, insalata e patate al forno. Ma in quella polpetta di carne tritata, acquistata surgelata a un supermercato, non c'era Angus Beef selezionata e di prima qualità, come dichiarava l'etichetta della Cargill, l'azienda produttrice. Era un impasto immondo, fatto di ritagli di mattatoio pieni di grasso e di una poltiglia ottenuta centrifugando i resti degli animali in un impianto del Wisconsin. Gli ingredienti venivano da Nebraska, Texas, South Dakota e perfino da un macello dell'Uruguay. Cominciò con forti dolori di pancia e crampi. Lei pensò a un virus. Poi vennero la diarrea e il sangue alle feci. La sofferenza si fece insopportabile. Cinque giorni dopo aver mangiato l'hamburger, Stephanie, 22 anni, venne ricoverata al St. Cloud Hospital del Minnesota.

    La diagnosi: avvelenamento da colibatterio. La più virulenta e devastante delle salmonelle: O157:H7. La ragazza entrò in coma e vi rimase per nove settimane. Quando ne uscì, il male aveva devastato il suo sistema nervoso. Non poteva camminare, era paralizzata dalla vita in giù. «Perché a me? E perché da un hamburger?», si chiede Stephanie raccontando la sua sconcertante vicenda al New York Times, che vi ha dedicato la prima e un'inchiesta di due pagine nella sua edizione domenicale. La risposta in parole semplici è che la ragazza ha avuto sfortuna nella roulette russa di una catena alimentare ad altissimo rischio, che ogni giorno gioca con la salute e qualche volta con la vita di milioni di americani. È dal 1994, da quando un'intossicazione collettiva da colibatteri esplose nei ristorati Jack the Box portando alla morte di 4 bambini, che le aziende produttrici di cibo e le reti di distribuzione sono state messe in guardia con un divieto severissimo di vendere prodotti contaminati. Ma ogni anno negli Stati Uniti, ci sono 70 mila persone che contraggono l'agente patogeno dopo aver ingerito prodotti delle grandi multinazionali alimentari.

    E se è vero che il caso di Stephanie Smith sia estremo e che gran parte degli intossicati non accusino conseguenze permanenti per la loro salute, l'indagine del Times squarcia il velo di un sistema, dove non c'è alcuna sicurezza igienica, la carne è di indubbia provenienza e di fatto mangiare un hamburger equivale a una scommessa. Nei giorni seguenti al ricovero di Stephanie, 940 persone che avevano consumato lo stesso tipo di polpetta si ammalarono, costringendo la Cargill a ritirare dal mercato l'equivalente di 400 quintali di carne macinata. Mancano seri test sugli ingredienti e la loro origine, le ispezioni negli impianti vengono ridotte al minimo per tagliare sui costi, i lavaggi delle carcasse sono sempre approssimativi, le direttive emesse dal Dipartimento dell'Agricoltura quasi sempre rimangono inapplicate. Il dramma del Minnesota ha smosso qualcosa. Colpita da centinaia di cause penali intentate dalle vittime, Cargill ha accettato di rendere più severo il processo produttivo. Stephanie intanto vive nella casa della madre a Cold Spring, passa molto tempo facendo fisioterapia, pagata dall'azienda che l'ha avvelenata come anticipo sull'accordo di risarcimento finale. I suoi reni sono a rischio permanente di blocco. Faceva l'insegnante di danza per i bambini, prima. Quei passi non potrà farli mai più.


    05 ottobre 2009(ultima modifica: 06 ottobre 2009)
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    COMMENTI


    Dagli Stati Uniti
    05.10|19:35
    grace1360

    Purtroppo molti americani vivono di barbeque e di fast food, e in generale non prestano alcuna attenzione alle conseguenze di questi cibi sulla loro salute. E purtroppo storie come quella di cui sopra non sono cosi' rare. Mi mancano i cibi sani: qui negli USA, nonostante le pubblicita' dicano il contrario, e' quasi impossibile trovarne. Cerchiamo, almeno noi italiani con una cultura culinaria sana, di dare il buon esempio!
    E' la dura legge del mercato
    05.10|19:17
    ajeye braszov

    E vergognoso. Ma è anche vero che con miliardi di persone da sfamare al mondo dobbiamo rassegnarci a mangiare monnezza. E pagandola, pure.
    fast food
    05.10|18:52
    200509

    Avete notato che negli hamburger acquistati nei fast food la carne è sempre troppo cotta? Probabilmente non si tratta di disattenzione degli addetti alla preparazione dei panini, ma di precise disposizioni, in temini di sicurezza, date dai responsabili, per la serie: non si sa mai...
    Non avete idea
    05.10|17:42
    malizia

    Non avete idea delle schifezze in vendita negli USA...
    SINDROME FATALE
    05.10|17:42
    Gemellilombardi

    Anni fa ho letto il libro di cui il titolo sopra, dello scrittore ROBIN COOK - trama.........Kim Reggis è un cardiochirurgo che non solo ha divorziato da poco, ma ha anche perso la posizione di primario del proprio reparto. E i suoi guai non finiscono qui, perché la figlioletta Becky viene colpita da una grave intossicazione alimentare. L'inesorabile progredire della sindrome, che porta alla morte Becky a causa del batterio E. coli, lo spinge a un'indagine dagli esiti agghiaccianti. L'industria della carne e l'organismo statale preposto al controllo risultano infatti legati da una segreta complicità ai danni dei consumatori e chi volesse far luce su questa sporca faccenda potrebbe rimetterci la vita... Credo che il limite tra realtà e creatività/pazzia, si stia sempre più assotigliando, se è così pensiamo tutti a quello che facciamo e mangiamo e che tutti pensino a quello che fanno, in casa e in azienda !!!
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    Hamburg Declaration

    http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre...44f02aabc.shtml
     
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  12. renzo
     
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    Mangiare vegan costa meno: su un menu-tipo settimanale si risparmia circa un quarto, rispetto a un menu onnivoro.

    Questo studio, che valuta i costi di un menu medio settimanale onnivoro e vegan, è stato svolto nei mesi di agosto e settembre 2008 dalla redazione di VegFacile, per rispondere a un insensato tormentone che si sente da più parti: "mangiare vegan costa di più". Questo è assurdo, perché gli ingredienti dei piatti vegan sono mediamente meno costosi di quelli dei piatti onnivori, però visto che questa leggenda metropolitana permane, riportiamo qui i costi reali come dimostrazione pratica.

    Probabilmente la leggenda permane perché di solito il confronto si fa, anziché tra due menu equiparabili vegan e onnivoro, tra un menu vegan a base di ingredienti tutti biologici e con molti piatti pronti o cose "strane" e costose, e un menu onnivoro invece a base di ingredienti non biologici e senza piatti pronti. Cosa ovviamente irragionevole.
    Impostazione del menu e costi

    Gli ingredienti sono tutti di normale supermercato, lo stesso supermercato sia per quelli onnivori che per quelli vegan, tranne alcuni ingredienti vegan che sono di supermercato biologico (quindi di qualità maggiore) della stessa città.

    Le quantità di cibo sono per una singola persona, di "voracità" media, e nella varietà del menu onnivoro si tiene conto del "normale" modo di alimentarsi oggi (non del modo sano e corretto, ma del modo diffuso, perché si vuole prendere in considerazione ciò che avviene nella realtà dei fatti, non nella teoria), cioè con carne o pesce a ogni pasto, e formaggio o uova quasi tutti i giorni.

    Dal menu è esclusa la frutta, perché da 1 a 3 frutti al giorno come spuntino devono essere compresi sia in un menu vegan che in uno onnivoro, quindi su questo non c'è differenza ed è inutile fare il confronto.

    Il totale per una settimana, considerando 3 pranzi in mensa e 2 a base di panini, una cena in pizzeria e il resto di pranzi e cene cucinati invece a casa a partire da ingredienti freschi (e in piccola parte surgelati) è di 45,40 euro per il menu vegan, e di 61,50 euro per un menu onnivoro con le stesse carattristiche.

    Quindi, non solo mangiare vegan NON costa di più, ma costa, com'è logico, di meno. Per la precisione, il 26% in meno, in questo menu di esempio.

    Certamente si può elaborare un menu meno costoso rispetto a quello sotto riportato, sia per la parte onnivora che a maggior ragione per quella vegan, o anche uno più costoso scegliendo cibi più ricercati o di qualità maggiore, ma questa è una media ragionevole: cibi non scadenti, ma nemmeno di lusso.

    In ogni caso, per qualsiasi menu onnivoro a costo basso se ne può elaborare uno vegan a costo ancora più basso, per forza di cose, perché cereali e legumi, che sono la base dell'alimentazione vegan, sono meno costosi di carne, pesce, uova, formaggi.
    Confronto tra onnivoro-vegan, non tra biologico-nonbiologico

    Non si considerano qui ingredienti biologici (tranne alcuni per il menu vegan perché esistono solo biologici) perché questo NON è un confronto tra i costi di una dieta basata su ingredienti di agricoltura biologica e una basata su ingredienti di agricoltura "convenzionale". Questi confronti saranno stati sicuramente fatti da altri, ma esulano dallo scopo di questo lavoro, che vuole solo confrontare i costi di un menu vegan e uno onnivoro equiparabili come tipo e qualità di ingredienti.

    Sicuramente la differenza tra un menu vegan biologico e uno onnivoro biologico - con la "normale" quantità di carne, uova e latticini consumata oggi in Italia - è ancora maggiore a sfavore delle dieta onnivora.


    Se l' animale vive male la carne non fa bene. Mucche, ovini e pollame vivono tutti stressati, noi siamo quello che mangiamo.

    Ogni anno finiscono nei nostri piatti 10 miliardi di animali.

    Ogni anno vengono macellati: 48 miliardi di animali, 131 milioni al giorno...ovvero 1500 al secondo.



    I vitelli "da carne bianca" sono cuccioli che vengono strappati dalla madre nei primi giorni di vita, con inevitabile strazio della vacca, chiusi in box talmente piccoli da non permettere loro alcun movimento, per evitare che la massa muscolare si sviluppi, e nutriti fino al giorno della macellazione (intorno al sesto mese di vita) con una dieta priva di ferro affinchè la carne rimanga bianca.

    I vitelli destinati alla produzione di "carne rossa" e i maiali usati per la produzione di "insaccati" dopo un periodo di quasi totale immobilita' in capannoni maleodoranti ed oscuri, dopo aver subito una serie di dolorose operazioni (ovviamente senza anestesia che comporta "inutili" spese), come la castrazione, la recisione delle corna con fili di ferro seghettati, il taglio della coda e dei denti, vengono stipati nei camion che li conducono al luogo dove verranno uccisi. Dopo lunghi e stressanti viaggi in cui non ricevono nè cibo nè acqua, le povere bestie giungono a destinazione, stremate dal caldo, dal freddo, dal sovraffollamento, dalla fame, dalla sete, dal terrore. Con l'aiuto di bastoni e pungoli elettrici, vengono trascinati a forza ed introdotti nel tunnel della morte dove, in attesa che venga il loro turno, sono costretti ad osservare la violenta fine che li aspetta. Lo stordimento preventivo, previsto dalla legge italiana, a volte, nella fretta, non viene eseguito correttamente e l'animale viene sgozzato ed appeso a testa in giu' ancora in stato di coscienza, viene smembrato vivo.

    Anche per le mucche da latte è una vita di sofferenza, sono stremate dalle continue gravidanze indotte da somministrazioni massicce di ormoni, sofferenti da infiammazioni mammarie per le continue mungiture, private dal contatto dei loro simili, fecondate artificialmente, alimentate come se fossero carnivore fino a diventare "pazze", e all'eta' di circa 4 anni abbattute senza mai aver visto la luce del sole...

    Le "galline ovaiole" vengono allevate in batteria e imprigionate in uno spazio piccolo, private delle estremita' delle ali e del becco ed alimentate con farine ottenute dalla "soppressione" dei pulcini maschi (triturati vivi in apposite macchine o soffocati a migliaia in sacchi della spazzatura). Forzate da un intensa luce artificiale a produrre uova senza sosta, dopo circa un anno e mezzo vengono uccise perchè non piu' efficienti.



    In conclusione non esiste un solo allevamento intensivo che non comporti crudelta', sofferenza e morte. Ma, qualcuno stara' pensando. "qualcosa bisogna pur mangiare!". Sin dai tempi piu' remoti sono esistite persone sensibili che si sono rifiutate di uccidere animali per cibarsene e non risulta che esse abbiano patito carenze alimentari, anzi. Oggi il numero dei vegetariani e vegani è in costante aumento, ed i risultati medici continuano a confermare gli innumerevoli vantaggi di una dieta priva di proteine animali.

    da: guida ai prodotti non testati.


    I conigli vengono allevati in gabbie di metallo di dimensioni molto piccole, riducendo lo spazio vitale al limite minimo. Per la sua natura schiva e molto timida necessita di una tana in cui rifugiarsi. Negli allevamenti invece i conigli sono stipati in gabbie prive di ogni rifugio e in ambiente non del tutto buio (condizione che preferiscono). In questo modo all'arrivo di una figura umana non possono, impauriti, rifugiarsi da nessuna parte e sbattono contro le pareti in cerca di una fuga disperata. In una gabbia vivono solitamente più animali. Per combattere lo stress si fa spesso ricorso a farmaci che hanno lo scopo di aumentare l'appetito. Inoltre è indispensabile per la loro sopravvivenza in queste condizioni l'utilizzo di antibiotici per tutta la loro breve vita (80 giorni). Segno della scarsa considerazione su questo tipo di allevamento è il fatto che non si conteggiano i conigli in base al numero di animali, ma a peso di carne macellata.

    In Italia si allevano 80 milioni di conigli da carne. Le pelli vengono utilizzate nelle pelliccerie.

    Anche nelle macellazioni i controlli sono molto ridotti, il che porta spesso all'assenza del veterinario al momento dello stordimento, che dovrebbe avvenire elettricamente o con monossido di azoto non avviene quindi sotto il controllo veterinario, il che porta spesso a stordire i conigli con metodi più tradizionali ed economici come la "classica" botta sulla testa.



    Se i mattatoi avessero le pareti di vetro tutti sarebbero vegetariani. L Mc Cartney



    Guardate questo sito, scoprite un'altra crudele realta', e fate qualcosa per cambiare tutto questo!



    MOSTRA FOTOGRAFICA SUL VEGETARISMO /VEGANISMO






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    IL TRASPORTO

    L'Italia è un crocevia importante del commercio degli animali vivi. I porti di Bari, Brindisi, Trieste, La Spezia, Piombino e della Sardegna; i valichi di Gorizia, Fernetti-Prosecco (Trieste), Tarvisio, il Brennero, Ventimiglia, il Frejus e la Val d'Aosta, sono i punti-cardine di una pratica che avrebbe dovuto essere già stata sostituita dal trasporto di carne già macellata. Nel nostro paese l’approvvigionamento di carne dall'estero è pari quasi alla metà del consumo interno; il 40% arriva tramite il trasporto di animali vivi ed il 60% come carne già macellata.
    Il settore della macellazione afferma che è impossibile trasportare tutta la carne refrigerata o congelata; in realtà sono gli interessi economici coinvolti che rappresentano un potente ostacolo alla messa in pratica di Risoluzioni del Parlamento Europeo che chiedono, da anni, la macellazione degli animali il più vicino possibile al luogo di allevamento e la fine di questi viaggi della morte.
    Le specie più suscettibili di sofferenza sono: equini, suini, pollame, bovini giovani, bovini adulti, caprini. Nei suini il 70% dei decessi avviene per shock cardiogenico e nei polli per collasso cardiocircolatorio.
    Le principali cause di sofferenza spostamento, carico e scarico sono:
    • modi bruschi e violenti del personale fino a bastonate violente sui garretti,sugli stinchi, sugli occhi e sul naso (proibite dalla legge)
    • rampe ripide e sdrucciolevoli
    • cadute
    • densità di carico, sovraffollamento, sottoaffollamento
    • prolungata stazione eretta
    • stabbi sprovvisti di lettiera
    • guida negligente, accelerazioni, frenate
    • eccessiva durata del viaggio
    • rumori, vibrazioni
    • fattori metabolici
    • insufficiente o spesso totale mancata di abbeverazione e alimentazione
    • sbalzi di temperatura
    • insufficiente o totale assenza di ventilazione
    • gas nocivi

    Tutte le normative, quindi, vengono ancora una volta totalmente disattese e ignorate. E nonostante le istituzioni promettano controlli sempre più severi la regola ancora oggi sembra essere quella del sovraccarico, con il risultato che gli animali si feriscano o arrivino anche qui ad atti di cannibalismo.

    fonte: ecquologia.it




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    Infine ecco una delle classiche affermazioni che spesso viene detto ad un vegetariano per farlo sentire in colpa:



    Anche l'insalata soffre!?!

    Giustificare l'uccisione degli animali per nutrirsene sulla base dell'assunto che "anche i vegetali soffrono" equivale ad affermare che un animale ed un vegetale soffrono allo stesso modo, cosa che invece non ha alcun fondamento scientifico, infatti un animale non può certamente essere equiparato ad un vegetale.

    Da un punto di vista scientifico effettivamente questo sofisma non regge, poiché gli animali hanno un sistema nervoso (del quale fanno parte i nervi sensitivi muniti di recettori del dolore) in grado di percepire il dolore in maniera simile a come lo percepiamo noi umani. Nel caso delle "informazioni" riguardo al dolore che prova un animale, esse arrivano infatti al cervello esattamente come accade per gli esseri umani. Nelle piante invece tutto questo semplicemente non può verificarsi, essendo esse sprovviste di sistema nervoso centrale.

    Pertanto la tipologia delle loro "sensazioni" - anch'esse scientificamente dimostrate - non viene in nessun caso elaborata dal sistema nervoso (in esse inesistente), il solo in grado di tradurre queste stesse sensazioni trasformandole in effettivo dolore. La differenza "scientifica" tra animali e vegetali - e della loro conseguente reazione agli stimoli del dolore - è pertanto sostanziale ed inequivocabile.

    La logica che, poiché anche i vegetali soffrono nell'essere mangiati giustifica il fatto di continuare a far soffrire e a mangiare assieme ad essi pure gli animali, porta conseguentemente ad accettare, sullo stesso principio, il fatto che, poiché anche gli animali soffrono, è lecito che soffrano pure gli umani. E' una semplice questione di logica, appunto.

    Gli animali - uomo compreso - , nel corso della loro evoluzione, hanno sviluppato sistemi come la fuga per sottrarsi agli attacchi e per evitare così il dolore (e di essere uccisi), cosa che le piante non hanno necessità di fare. Tant'è vero che dal punto di vista scientifico gli animali - così come l'uomo - sono considerati esseri senzienti (cioè in grado di "sentire" il dolore) a tutti gli effetti, mentre alle piante questo status è negato.

    Un esempio estremamente banale della differente reazione alla violenza da parte degli animali rispetto alle piante, oltre alla fuga, è dato dal fatto che se ad un animale viene amputata una estremità essa non ricresce e l'animale resta pertanto menomato - spesso addirittura incapace di sopravvivere perché non più atto a procurarsi il cibo. Mentre una pianta che subisce una potatura, anche consistente, diventa invece più forte e rigogliosa e non risente quindi affatto delle "menomazioni" subite, bensì ne trae giovamento. Non c'è dunque nessuna ragione logica né tantomeno scientifica per sostenere che il dolore dell'animale e del vegetale siano equivalenti: si tratta invece di un mero assunto capzioso che ha il solo fine di continuare a giustificare la violazione etica di fondo che l'animale uomo commette cibandosi degli altri animali, pur non avendo egli alcuna necessità di farlo per la propria sopravvivenza.

    Inoltre, invocando la necessità e giustificando la liceità etica di cibarsi di animali per sopravvivere, si giunge inevitabilmente a giustificare implicitamente di potersi cibare anche di altri esseri umani. E' il nostro senso morale che ci impedisce di farlo, non le leggi di natura da molti invocate e che invece giustificano il cannibalismo. E se il nostro senso morale ha contribuito enormemente al progresso della civiltà umana, non si capisce quindi perché detto senso morale, nell'ottica di una civiltà umana più evoluta, non debba essere esteso anche agli altri animali senzienti.

    Del resto non va dimenticato che anche l'uomo appartiene al regno animale e nutrisi di animali è assai più vicino al cannibalismo di quanto non lo sia nutrirsi di vegetali. Mangiare la carne degli altri animali anziché quella umana è una differenza di grado ma non di genere e facendolo restiamo comunque molto più prossimi al cannibalismo che non cibandoci di vegetali.

    Le più grandi conquiste della civiltà umana implicano l'estensione di nuove libertà e diritti: citiamo - ad esempio - quelli agli schiavi, alle donne, ai negri, agli omosessuali.

    Pertanto, se si ritiene che l'etica sia uno dei pilastri fondamentali dell'evoluzione umana, si dovrà inevitabilmente giungere ad accettare ciò che è eticamente più corretto, e non soltanto ciò che ci fa piacere ritenere tale e che ci fa più comodo continuare a credere e a fare.

    di Emanuela Barbero

    tratto da: Vegan3000

    La dieta carnea: informazioni su cui riflettere
    Fonte: http://www.mentereale.com/200905181272/New...riflettere.html

    Realizzazione: Maurizio Sabbadini

    Globalizzazione della sostenibilità

    Uno degli aspetti che forse sfuggono ai più è che il dissennato sfruttamento dell'ambiente che l'umanità mette in atto, non mette a rischio il pianeta su cui viviamo.
    Si può notare che sentiamo spesso parlare di "pianeta a rischio", di "fine del mondo", di "natura a rischio", ma dietro a queste parole è nascosta una sottile falsità, una mistificazione significativa, purtroppo in molti casi anche inconsapevole:
    la terra e la vita su di essa, in qualche modo, sotto qualche forma, continueranno ad esistere, a prescindere dal comportamento irresponsabile dell'umanità.
    A rischio è "solo" la specie umana. E' un concetto semplice quanto incompreso.
    E' l'uomo che mette a rischio se stesso, o meglio la sua specie.
    C'è qualcosa di perverso e terribile in questo: possibile che l'uomo non abbia a cuore nemmeno sé stesso?

    Purtroppo è così, e per una semplicissima ragione: l'uomo "non spirituale" non ha ancora capito che il mondo è stato, è, e sarà, il mezzo unico e necessario alla sua anima, nelle susseguenti e molteplici vite, per evolvere.
    L'uomo, materialistico e miope, vede solo il tornaconto della sua presente esperienza, e intende massimizzare l'accumulo di agi e ricchezze fini a se stessi in una sola breve vita: quale miserevole intento!
    Vorrei proporre in queste pagine un breve excursus di come l'uomo metta in atto il suo –"relativamente inconsapevole"- disegno di autodistruzione, partendo da considerazioni sui principali meccanismi in atto, sul come tali automatismi siano vicini ad ognuno di noi occidentali, su quanto sarebbe possibile fare per modificare il tragico andamento, per giungere infine a considerazioni che possano dare una collocazione spirituale a tutto il tema. Un tema la cui importanza è tale da richiedere la più grande attenzione che ognuno di noi, abitanti del "primo mondo", possa dedicarvi.
    Una delle espressioni più efferate dello sfruttamento che l'umanità impone al pianeta ci riguarda molto da vicino. Ma questa vicinanza ad ognuno è un fatto positivo, in quanto -come vedremo- ognuno di noi è, o meglio, sarebbe, in grado di fare qualcosa per il suo pianeta. Si tratta dell'uso di carne per l'alimentazione umana.

    I veri costi dell'alimento carneo

    L'economista Jeremy Rifkin, scrittore, docente alla Wharton School of Finance and Commerce e presidente della Foundation on Economic Trends e della Greenhouse Crisis Foundation, uno dei più famosi "teorici" no-global, ha scritto un famoso libro: Ecocidio, ascesa e caduta della cultura della carne, (Mondadori), nel quale con mirabile acume analizza il costo che ha per l'umanità questa "attitudine", sviluppatasi esponenzialmente nell'ultimo secolo.
    La tesi iniziale di Rifkin è significativa: sono due miliardi gli uomini che soffrono la fame. Il numero potrebbe decrescere ma, come al solito, l'interesse dei pochi (potenti) prevale sul destino dei molti (fragili).
    Egli illustra come il "racket dell'Hamburger", assorbendo il 36 per cento della produzione mondiale di grano per l'allevamento del bestiame, impedisca di eliminare il problema nella fame nel mondo.
    Centinaia di milioni di persone nel mondo lottano ogni giorno contro la fame perché gran parte del terreno arabile viene oggi utilizzato per la coltivazione di cereali ad uso zootecnico piuttosto che per cereali destinati all'alimentazione umana. I ricchi del pianeta consumano carne bovina e suina, pollame e altri di tipi di bestiame, tutti nutriti con foraggio, mentre i poveri muoiono di fame.
    Negli ultimi cinquant'anni la nostra società globale ha costruito a livello mondiale una scala di proteine artificiali sul cui gradino più alto ha collocato la carne bovina e quella di altri animali nutriti a foraggio.
    Oggi i popoli ricchi, specie in Europa, Nord America e Giappone, se ne stanno appollaiati in cima a questa catena alimentare divorando il patrimonio dell'intero pianeta.

    Il passaggio avvenuto nel mondo agricolo dalla coltivazione di cereali per l'alimentazione umana a quella di foraggio per l'allevamento degli animali rappresenta una nuova forma di umana malvagità, le cui conseguenze potrebbero essere di gran lunga maggiori e ben più durature di qualunque sbaglio commesso in passato dall'uomo contro i suoi simili.
    Oggi, oltre il 70 per cento del grano prodotto negli Stati Uniti è destinato all'allevamento del bestiame, in gran parte bovino.
    Sfortunatamente, di tutti gli animali domestici, i bovini sono fra i convertitori di alimenti meno efficienti.
    Sperperano energia e sono da molti considerati le "Cadillac" delle fattorie animali.
    Per far ingrassare di circa mezzo chilo un manzo da allevamento, occorrono oltre 4 chili di foraggio, di cui oltre 2 chili e mezzo sono cereali e sottoprodotti di mangimi, e il restante chilo e mezzo è paglia tritata.
    Questo significa che solo l'11 per cento di foraggio assunto dal manzo diventa effettivamente parte del suo corpo; il resto viene bruciato come energia nel processo di conversione, oppure assimilato per mantenere le normali funzioni corporee, oppure assorbito da parti del corpo che non sono commestibili, ad esempio la pelle o le ossa.
    Quando un manzo di allevamento sarà pronto per il macello, avrà consumato 1.223 chili di grano e peserà approssimativamente 475 chilogrammi .
    Attualmente, negli Stati Uniti, 157 milioni di tonnellate di cereali, legumi e proteine vegetali, potenzialmente utilizzabili dall'uomo, sono destinate alla zootecnia: è una produzione di 28 milioni di tonnellate di proteine animali che l'americano medio consuma in un anno.

    Un nuovo fenomeno agricolo

    I bovini e il resto del bestiame stanno divorando gran parte della produzione di grano del pianeta.
    È necessario sottolineare che si tratta di un nuovo fenomeno agricolo, del tutto diverso da quanto sperimentato prima d'ora.
    Ironicamente, la transizione dal foraggio al mangime è avvenuta senza troppe polemiche, nonostante si tratti di un fatto che ha avuto, nella politica di utilizzo del territorio e di distribuzione alimentare, un impatto maggiore di qualunque altro singolo fattore.
    In tutto il mondo la domanda di cereali per la zootecnia continua a crescere perché le multinazionali cercano di capitalizzare sulla richiesta di carne proveniente dai paesi ricchi.
    Fra il 1950 e il 1985, gli anni boom dell'agricoltura, negli Stati Uniti e in Europa, due terzi dell'aumento di produzione di grano sono stati destinati alla fornitura di cereali d'allevamento per lo più bovino.
    Nei paesi in via di sviluppo, la questione della riforma agricola ha periodicamente chiamato a raccolta intere popolazioni di agricoltori, nonché generato sommosse politiche populiste.

    Tuttavia, mentre le questioni della proprietà e del controllo della terra sono sempre state temi di grande rilevanza, il problema di come la terra venisse utilizzata ha sempre suscitato meno interesse nell'ambito del dialogo politico.
    Eppure, è stata la decisione più iniqua della storia quella di usare la terra per creare una catena alimentare artificiale che ha portato alla miseria centinaia di milioni di esseri umani nel mondo.
    È importante tenere a mente che un acro di terra coltivato a cereali produce proteine in misura cinque volte maggiore rispetto ad un acro di terra destinato all'allevamento di carni; i legumi e le verdure possono produrne rispettivamente 10 e 15 volte tanto.
    Le grandi multinazionali che producono semi e prodotti chimici per l'agricoltura, allevano bestiame e controllano i mattatoi e i canali di marketing e distribuzione della carne, hanno tutto l'interesse di pubblicizzare i vantaggi del bestiame allevato a cereali.
    La pubblicità e le campagne di vendita destinate ai paesi in via di sviluppo equiparano ed associano all'allevamento di bovini nutriti a foraggio il prestigio di quel dato paese.
    Salire la scala delle proteine è diventato un simbolo di successo che assicura l'entrata in un club elitario di produttori che sono in cima alla catena alimentare mondiale.
    Il periodico americano "Farm Journal" riflette con queste parole i pregiudizi della comunità agro-industriale: "Incrementare e diversificare le forniture di carne sembra essere il primo passo di ogni paese in via di sviluppo". Iniziano tutti con l'allevamento di polli e con l'installazione di attrezzature per la produzione delle uova: è il modo più veloce ed economico che permette di produrre proteine non vegetali.
    Poi, quando le loro economie lo permettono, salgono "la scala delle proteine" e spostano la loro produzione verso carne suina, latte, latticini, manzo nutrito al pascolo.
    Per poi arrivare, in alcuni casi, al manzo allevato con grano raffinato".

    La scalata alle proteine animali

    Incoraggiare altri paesi a salire la scala delle proteine promuove gli interessi degli agricoltori occidentali (americani soprattutto) e delle società agro-industriali.
    Molti di noi saranno sorpresi di sapere che due terzi di tutto il grano esportato dagli Stati Uniti verso altri paesi è destinato all'allevamento del bestiame più che a soddisfare il fabbisogno di cibo dei popoli.
    Molti paesi in via di sviluppo hanno iniziato a salire la scala delle proteine all'apice del boom agricolo, quando la tecnologia della "rivoluzione verde" produceva grano in eccesso.
    Nel 1971 la Fao suggerì di passare al grano grezzo che poteva essere consumato più facilmente dal bestiame.
    Il governo americano incoraggiò ulteriormente i suoi programmi di aiuti all'estero, collegando gli aiuti alimentari allo sviluppo sul mercato dei cereali foraggieri.
    Società come la Ralston Purina e la Cargill hanno ricevuto finanziamenti governativi a basso tasso di interesse per la gestione di aziende avicole e l'uso di cereali foraggeri nei paesi in via di sviluppo, iniziando queste nazioni al viaggio che le avrebbe condotte verso la scala delle proteine.
    Molte nazioni hanno seguito il consiglio della Fao e si sono sforzate di rimanere in cima a questa scala anche dopo che gli eccessi della "rivoluzione verde" erano svaniti.

    Negli ultimi 50 anni la produzione mondiale di carne si è quintuplicata.
    Il passaggio dal cibo al mangime continua velocemente in molti paesi in modo irreversibile, nonostante il crescente numero di persone che muoiono di fame.
    Le conseguenze di queste trasformazioni - e il significato che hanno per l'uomo - sono state drammaticamente dimostrate da quanto accaduto in Etiopia nel 1984, quando migliaia di persone sono morte di fame.
    L'opinione pubblica non era al corrente del fatto che in quel momento l'Etiopia stesse utilizzando parte dei suoi terreni agricoli per la produzione di panelli di lino, di semi di cotone e semi di ravizzone da esportare nel Regno Unito e in altri paesi europei come cereali foraggieri destinati alla zootecnia.
    Al momento sono milioni gli acri di terra che nel Terzo mondo vengono utilizzati esclusivamente per la produzione di mangime destinato all'allevamento del bestiame europeo.

    Statistiche quanto minimo sconcertanti

    Purtroppo, l'80 per cento dei bambini che nel mondo soffrono la fame vive in paesi che di fatto generano un surplus alimentare che viene però per lo più prodotto sotto forma di mangime animale e che di conseguenza viene utilizzato solo da consumatori benestanti.
    Al momento, uno sconcertante 36 per cento della produzione mondiale di grano è consacrato all'allevamento del bestiame.
    Nelle aree in via di sviluppo, dal 1950 ad oggi, la quota-parte di grano destinata alla zootecnia è triplicata ed ora supera il 21 per cento del totale di grano prodotto.

    In Cina, dal 1960 ad oggi, la percentuale di grano da allevamento è triplicata (dall'8 al 26 per cento).
    Nello stesso periodo, in Messico, la percentuale è cresciuta dal 5 al 45 per cento, in Egitto dal 3 al 31, ed in Thailandia dall'uno al 30 per cento.
    L'ironia dell'attuale sistema di produzione è che milioni di ricchi consumatori dei paesi industrializzati muoiono a causa di malattie legate all'abbondanza di cibo - attacchi di cuore, infarti, cancro, diabete - malattie provocate da un'eccessiva e sregolata assunzione di grassi animali; mentre i poveri del Terzo mondo muoiono di malattie poiché viene loro negato l'accesso alla terra per la coltivazione di grano e cereali destinati all'uomo.
    Le statistiche parlano chiaro: sarebbero 300 mila gli americani che ogni anno muoiono prematuramente a causa di problemi di sovrappeso.
    Un numero destinato ad aumentare. Secondo gli esperti, nel giro di qualche anno, se continuano le attuali tendenze, sempre più americani moriranno prematuramente più per cause di obesità che per il fumo delle sigarette.
    Attualmente il 61 per cento degli americani adulti è in sovrappeso.
    Ma contrariamente a quanto si crede, gli americani non sono i soli ad essere grassi.

    In Europa, oltre la metà della popolazione adulta fra i 35 e i 65 anni ha un peso superiore al normale.
    Nel Regno Unito il 51 per cento della popolazione è in sovrappeso e in Germania si registra un eccedenza di peso nel 50 per cento degli individui.
    Anche nei paesi in via di sviluppo, fra le classi più abbienti della società, il numero degli obesi va velocemente crescendo.
    Il Who (World Health Organization) sostiene che la ragione principale di tutto ciò è "l'assunzione di cibi ad alto contenuto di grassi la predilezione dell' "hamburger life style".
    Secondo il Who, il 18 per cento della popolazione dell'intero globo è obesa, più o meno quante sono le persone denutrite.
    Mentre i consumatori dei paesi ricchi letteralmente fagocitano se stessi fino alla morte, seguendo regimi alimentari carichi di grassi animali, nel resto del mondo circa 20 milioni di persone l'anno muoiono di fame e di malattie collegate.

    Ma i consumatori di carne non sanno né vogliono sapere

    Secondo le stime, la fame cronica contribuisce al 60 per cento delle morti infantili.
    Il consumo di grandi quantità di carne, specie quella di bovini nutriti a foraggio, è visto da molti come un diritto fondamentale e un modo di vita.
    La società dell'hamburger di cui fanno parte anche persone alla disperata ricerca di un pasto al giorno non viene mai sottoposta al giudizio della pubblica opinione.
    I consumatori di carne dei paesi più ricchi sono così lontani dal lato oscuro del circuito grano-carne che non sanno, né gli interessa sapere, in che modo le loro abitudini alimentari influiscano sulle vite di altri esseri umani e sulle scelte politiche di intere nazioni.
    Il punto è questo.
    A Roma nel giugno 2002 si è svolto l'ultimo "vertice mondiale sull'alimentazione" organizzato sotto l'egida della FAO (Food and Agricultural Organization)

    Ma cosa succede in questi faraonici summit sulla fame nel mondo?
    - Si parla molto di come incrementare la produzione alimentare.
    - Le società bio-tecnologiche fanno propaganda ai loro "super semi" geneticamente modificati.
    - I paesi del G-7 e le Organizzazioni non governative parlano della necessità di estendere gli aiuti alimentari.
    - Gli stati del Sud del mondo chiedono accordi più equi per il commercio globale e di come assicurare prezzi più alti per le proprie merci e i propri prodotti.
    - Si discute persino della necessità di una riforma agricola nei paesi poveri.

    Ma il tema assente dal panorama dei dibattiti sono le abitudini alimentari dei consumatori dei paesi ricchi che preferiscono mangiare prodotti animali pieni di grassi e altri cibi al top della catena alimentare globale, mentre i loro fratelli del Terzo mondo muoiono di fame perché gran parte del terreno agricolo viene utilizzato per la coltivazione di cereali destinati agli animali.
    Da troppo tempo ormai si attende una discussione globale su come meglio promuovere una dieta vegetariana diversificata, ad alto contenuto di proteine e adatta all'intera umanità.
    Purtroppo invece, quando i delegati terminano gli incontri giornalieri previsti nei summit e si siedono a tavola, la vera politica dell'alimentazione è seduta lì ed è proprio di fronte ai loro occhi, nei loro piatti, abbondanti di carne…

    Chi mangia carne consuma le risorse della terra quattro volte di più di chi non lo fa
    Possiamo fare qualcosa in prima persona per sfruttare di meno le risorse della terra: cominciare ad essere vegetariani.
    Potrebbe parere un affermazione troppo forte, una sorta di diktat, ma è tutt'altro che così.
    Si tratta solo della conseguenza di una auspicabile consapevolezza, di elevare –come per altro previsto dal Grande Piano Evolutivo di cui ognuno di noi fa parte- il livello di coscienza.
    Quando si mangia una bistecca bisognerebbe essere consapevoli.
    Consapevoli dei liquami che filtrano nelle falde acquifere, delle foreste disboscate, del deserto conseguente, dell'anidride carbonica e del metano che intrappolano il globo in una cappa calda.
    Ogni bistecca equivale a 6 metri quadrati di alberi abbattuti e a 75 chili di gas responsabili dell'effetto serra.
    Consapevoli anche delle tonnellate di grano e soia usate per dar da mangiare alla fonte delle bistecche.
    Consapevoli degli 840 milioni di persone nel mondo hanno fame e dei 9 milioni che ne hanno tanta da morirne.
    Consapevoli che il 70% di cereali, soia e semi prodotti ogni anno negli Usa serve a sfamare animali. Non uomini.
    Tale consapevolezza dovrebbe portarci a comprendere che mangiare meno carne, o magari non mangiarne affatto, non è più solo un segno di rispetto per gli animali è una scelta sociale. Una scelta solidale con chi ha fame e con il futuro del pianeta.

    Un pianeta sovraffollato che si trova sempre più vicino alla profezia dell'economista Malthus, che già due secoli fa ammoniva: "Arriverà il giorno in cui la pressione demografica avrà esaurito la capacità della terra di nutrire l'uomo."
    Ed è questo il più significativo elemento che emerge dai dati sull'impatto ambientale ed economico dell'alimentazione carnivora.

    Carne come alimento = sofferenza per gli uomini e per il pianeta

    Durante il vertice mondiale sull'alimentazione della FAO di cui abbiamo già accennato, questi temi sono stati sostenuti dalla Global Hunger Alliance, una coalizione internazionale non-profit che promuove soluzioni ecologiche ed equo solidali per risolvere il problema della fame nel mondo.
    Al suo appello (www.ebasta.org, www.progettogaia.org) hanno aderito movimenti da 30 Paesi del Nord e del Sud del mondo.
    Dall'Italia, vegetariani, ambientalisti e difensori degli animali si sono associati con la campagna "Contro la fame un'altra alimentazione è possibile" (www.novivisezione.org).
    Cosa chiedevano?
    All'Unione Europea di disincentivare gli allevamenti intensivi e mangiare meno carne, e alla FAO di scoraggiare il trasferimento della zootecnia intensiva nei Paesi in via di sviluppo.

    Ma perché?

    Perché il nostro pianeta viene saccheggiato per perseguire quello che è un vero e proprio business collegato alla soddisfazione di un piacere, alla gola di tanti umani ricchi e ben pasciuti.
    Non si starà ad approfondire più di tanto, in questa sede, ad obiezioni sulla necessità della carne per l'alimentazione umana. Chi vuole può approfondire l'argomento con la massa ormai enorme di notizie, libri, siti (ad esempio http://web.tiscali.it/vitasenzacarne) e quant'altro, che affermano quanto sia migliore e salutare questa dieta, nonché quanto siano infondate le teorie che sostengono come solo la carne contenga le proteine utili all'uomo e che la sua carenza renda più deboli.
    Che non sia così potrebbe essere intuito facilmente anche solo da semplici considerazioni sull'alimentazione necessaria agli animali che ci forniscono tali proteine, o dal fatto che elefante e cavallo sono gli animali più forti e resistenti alla fatica…

    Altri dati che fanno pensare (1)

    Ogni volta che addentiamo un hamburger si perdono venti o trenta specie vegetali, una dozzina di specie di uccelli, mammiferi e rettili.
    Dal 1960 a oggi, oltre un quarto delle foreste del Centro America è stato abbattuto per far posto a pascoli; in Costa Rica i latifondisti hanno abbattuto l'80% della foresta tropicale e in Brasile c'è voluto l'omicidio di Chico Mendes, il raccoglitore di gomma assassinato dagli allevatori per una disputa sull'uso della foresta pluviale, per accorgersi dell'esistenza di una "bovino connection".
    In Amazzonia la foresta pluviale è stata divorata da 15 milioni di ettari di pascolo, eppure è in questo habitat che dimora il 50% delle specie viventi e da qui deriva un quarto di tutti i farmaci che usiamo.
    Dove prima c'erano migliaia di varietà viventi ora ci sono solo mandrie.
    "Vacche ovunque", scrive Rifkin nel suo "Ecocidio": "attualmente il nostro pianeta è popolato da ben oltre un miliardo di bovini. Quest'immensa mandria occupa, direttamente o indirettamente, il 24 per cento della superficie terrestre e consuma una quantità di cereali sufficiente a sfamare centinaia di milioni di persone".
    Per farvi posto occorre terreno da pascolo e deforestazione per creare pascoli significa desertificazione.
    Dopo tre, al massimo cinque anni, il suolo calpestato e divorato da milioni di bovini (ogni capo libero ingurgita 400 chili di vegetazione al mese!) ed esposto a sole, piogge e vento, diventa sterile e i ruminanti si devono spostare dissacrando altri ettari di foresta.

    Ci vorranno da 200 a mille anni perché quei terreno ritorni fertile.
    Ma non basta: un quarto delle terre emerse vengono usate per nutrire il bestiame.
    E che dire dell'acqua? Quasi la metà dell'acqua dolce consumata negli States è destinata alle coltivazioni di alimenti per il bestiame: e' stato calcolato che un chilo di manzo si beve 3.200 litri d'acqua.
    Il risultato è che le falde acquifere del Mid-West e delle Grandi Pianure statunitensi si stanno esaurendo.
    Non solo: l'allevamento richiede ingenti quantità di sostanze chimiche tra fertilizzanti, diserbanti, ormoni, antibiotici: "tutti prodotti dalle stesse, poche, multinazionali che detengono il monopolio dei semi usati per coltivare cereali e legumi destinati ad alimentare il bestiame", fa notare Enrico Moriconi, veterinario e ambientalista, nelle pagine del suo "Le fabbriche degli animali" (Edizioni Cosmopolis).
    "Ogni anno in Europa", incalza Marinella Correggia, attivista della Global Hunger Alliance e autrice, per la LAV , di "Addio alle carni" (www.infolav.org), "gli animali da allevamento consumano 5 mila tonnellate di antibiotici di cui 1.500 per favorirne la crescita".
    E tutti vanno a finire nelle falde acquifere.
    Un dato italiano, che riferisce Roberto Marchesini, docente di bioetica e zoo-antropologia, autore di "Post-human", (ed. Bollati Boringhieri): "Nel bacino del Po ogni anno vengono riversate 190 mila tonnellate di deiezioni animali. Contengono metalli pesanti, antibiotici e ormoni".
    Con quali conseguenze? Ricordate il problema delle alghe abnormi nel Mar Adriatico?
    Marchesini parla di "fecalizzazione ambientale" e Rifkin ci illumina sulla portata del problema riportando che un allevamento medio produce 200 tonnellate di sterco al giorno.
    C'è dell'altro: i bovini sono responsabili dell'effetto serra tanto quanto il traffico veicolare del mondo intero a causa dell'uso di petrolio ( 22 grammi per produrre un chilo di farina contro 193 per uno di carne), delle emissioni di metano dovute ai processi digestivi (60 milioni di tonnellate ogni anno) e dell'anidride carbonica scatenata dal disboscamento.

    Un chilo di vegetali per 60 grammi di carne

    Vogliamo riassumere?

    E' la stessa FAO a fornire un elenco agghiacciante dei problemi causati dagli allevamenti intensivi: riduzione della bio-diversità, erosione del terreno, effetto serra, contaminazione delle acque e dei terreni, piogge acide a causa delle emissioni di ammoniaca.
    E tutto questo per cosa?
    Per quelle che Frances Moore Lappé, autrice di "Diet for a small planet" definisce "fabbriche di proteine alla rovescia".
    Significa che ci vuole un chilo di proteine vegetali per avere 60 grammi di proteine animali.
    E inoltre: "per produrre una bistecca che fornisce 500 calorie", spiegano gli autori di "Assalto al pianeta" (ed. Bollati Boringhieri), "il manzo deve ricavare 5 mila calorie, il che vuoi dire mangiare una quantità d'erba che ne contenga 50 mila.
    Solo un centesimo di quest'energia arriva al nostro organismo: il 99% viene dissipata... Usata per il processo di conversione e per il mantenimento delle funzioni vitali, espulsa o assorbita da parti che non si mangiano come ossa o peli".

    Il bestiame è dunque una fonte di alimentazione altamente idrovora ed energivora, una massa bovina che ingurgita tonnellate di acqua ed energia.
    E lo fa per nutrire solo il 20% della popolazione globale del pianeta.
    Quel 20% che sfrutta l'80% delle risorse mondiali.
    Per dare a quel 20% la sua bistecca quotidiana.
    "Nel mondo c'è abbastanza per i bisogni di tutti, ma non per l'ingordigia di alcuni", diceva Gandhi.
    Ingordigia che ha raggiunto livelli esorbitanti. "Dal Dopoguerra a oggi, in Europa, siamo passati da circa 7-15 chili di consumo pro capite all'anno a 85-90 (110-120 negli States)", riferisce Marchesini.
    Secondo Moore Lappé le tonnellate di cereali e soia che nutrono gli animali da carne basterebbero per dare una ciotola di cibo al giorno a tutti gli esseri umani per un anno.
    E la FAO conferma che se una dieta vegetariana mondiale potrebbe dar da mangiare a 6,2 miliardi di persone, un' alimentazione che comprenda il 25% di prodotti animali può sfamarne solo 3,2 miliardi.

    Ma c'è una spiacevole sorpresa

    La domanda di carne sta crescendo.
    Paesi come la Cina stanno abbandonando riso e soia a favore di abitudini occidentali.
    Stiamo esportando il nostro modello alimentare (e che modello!).
    Secondo l'IFPRI entro il 2020 la domanda di carne nei Paesi in via di sviluppo aumenterà del 40%: questo significherà oltre 300 milioni di tonnellate di bistecche.
    E raddoppierà, sempre nei Paesi in via di sviluppo, la domanda di cereali per nutrire queste tonnellate di carne.
    Fino a raggiungere 445 milioni di tonnellate.
    Richieste incompatibili con la salute del pianeta e con un equo sfruttamento delle risorse.
    Il manzo globale sta diventando una realtà.
    Si chiama rivoluzione zootecnica: significa spostare nel Sud del mondo la produzione di carne.
    La Banca Mondiale sovvenziona, in Cina, l'industria dell'allevamento e della macellazione.
    Ma sbaglia: suolo e acqua non bastano per sfamare il mondo a suon di bistecche e hamburger.

    Con un terzo della produzione di cereali destinata agli animali e la popolazione mondiale in crescita deI 20% ogni dieci anni", scrive Rifkin, "si sta preparando una crisi alimentare planetaria".
    Incalza Correggia: "è stato calcolato che l'impronta ecologica, cioè il consumo di risorse, di una persona che mangia carne è di 4 mila metri quadrati di terreno contro i mille sufficienti a un vegetariano".
    E allo stato attuale, la disponibilità di terra coltivabile per ogni abitante della terra è di 2.700 metri quadrati ". Ancora: un ettaro di terra a cereali per il bestiame dà 66 chili di proteine, che diventano 1.848 (28 volte di più!) se lo stesso terreno viene coltivato a soia.
    Secondo la Correggia bisogna "promuovere il miglioramento della dieta nelle aree povere, ad esempio con una miglior combinazione degli alimenti, la produzione locale di integratori a basso costo e il recupero di cereali e legumi tradizionali molto più ricchi di quel trinomio riso - frumento - mais (rigorosamente raffinati!) che ha conquistato il mondo".

    Una scelta etica e responsabile

    Economia, ecologia e cibo per tutti sì fondono. Ambiente ed economia, del resto, sono legati dalla quantità di risorse che la terra mette a disposizione di ciascun essere vivente.
    Se qualcuno consuma di più c'è un altro costretto a digiunare.
    Naturalmente non è così semplice. La fame nel mondo non è solo una questione di quantità di risorse, ma di distribuzione.
    O meglio, con Marchesini "è una questione di produzione, consumo e distribuzione insieme".
    Essere vegetariani è una scelta personale, frutto di un percorso (certo, se cominciassimo a ridurre quei 90 chili di carne all'anno...).
    Marchesini la definisce una scelta di etica privata (etica pubblica, obbligo collettivo, deve essere, invece, l'attenzione al benessere degli animali).
    Ma essere vegetariani è anche un atto di responsabilità e sensibilità sociale ed ecologica.
    Scrive Rifkin: "milioni di occidentali consumano hamburger e bistecche in quantità incalcolabili, ignari dell'effetto delle loro abitudini sulla biosfera e sulla sopravvivenza della vita nel pianeta".
    Ogni chilo di carne è prodotto a spese di una foresta bruciata, di un territorio eroso, di un campo isterilito, di un fiume disseccato, di milioni di tonnellate dì anidride carbonica e metano rilasciate nell'atmosfera"...
    Se ogni volta che decidiamo di comprare una bistecca pensassimo a tutto questo forse per quel giorno cambieremmo menù, e chissà, magari sostituiremmo la carne con un piatto di germogli di soia consapevoli di fare del bene non solo all'umanità e al pianeta che così gentilmente ci ospita e sopporta, ma anche a noi stessi a alla nostra salute…

    Una citazione emblematica

    Rifkin chiude il suo libro con considerazioni veramente significative:
    "I ricchi consumatori del Primo mondo si godono i piaceri di una dieta carnea, ma patiscono le conseguenze degli eccessi che la posizione dominante nell'artificiosa scala delle proteine comporta: con il corpo intasato di colesterolo, vene e arterie occluse dai grassi animali, sono vittime delle "malattie del benessere", degli attacchi cardiaci, dei tumori del colon e della mammella, del diabete.
    Il moderno complesso bovino rappresenta una nuova specie di forza malvagia che agisce nel mondo.
    In una civiltà che ancora misura il male in termini individuali, il male istituzionale, nato dal distacco razionale e perseguito freddamente con metodi calcolati di espropriazione tecnologica, deve ancora trovare una posizione sulla scala morale.
    La riprovazione morale continua a essere legata ad atti d'individuale malvagità; se un membro della società commette un atto di violenza, priva il suo prossimo della vita, della proprietà o della libertà, l'individuo e il suo gesto sono universalmente condannati.
    Il male è manifesto, visibile, diretto e passibile di giudizio.
    Il mondo moderno riconosce il male individuale che cagiona un danno diretto ad altri individui.

    Ma non sa ancora riconoscere una nuova e ben più pericolosa forma di male, che ha premesse tecnologiche, imperativi istituzionali e obiettivi economici.
    La società contemporanea continua a tutelarsi dal male individuale e diretto, ma ancora non è riuscita a integrare nella propria griglia morale di riferimento il senso di giusta indignazione e di riprovazione morale nei confronti della violenza istituzionalmente certificata.
    Ma cosa accade di un altro genere di malvagità: quella implicita all'origine, nelle premesse medesime su cui si fondano le istituzioni?
    La chiesa accenna, con molta timidezza, all'idea di combattere "le potenze e i principati terreni", ma anche qui riconosce solo un concetto tradizionale di moralità, ispirato ai Dieci Comandamenti.
    Cosa dire, invece, del male che scaturisce da metodi razionali di confronto, obiettività scientifica, riduzionismo meccanicista, utilitarismo ed efficienza economica?
    Il male inflitto al mondo moderno dal complesso bovino ha questa natura: avidità, inquinamento e sfruttamento hanno accompagnato il complesso bovino durante tutta la millenaria migrazione verso Ovest.
    La nuova dimensione del male è intimamente connessa con il complesso bovino moderno, che ha acquisito i caratteri di un male occulto, e discende direttamente dai principi illuministi su cui si fonda gran parte della moderna visione del mondo.
    Questo male occulto viene inflitto a distanza; è un male camuffato da strati sovrapposti di veli tecnologici e istituzionali; un male cosi lontano, nel tempo e nel luogo, da chi lo commette e da chi lo subisce, da non lasciar sospettare o avvertire alcuna relazione causale. E' un male che non può essere avvertito, data la sua natura impersonale.
    Lasciare intendere che un individuo sta facendo il male coltivando cereali destinati all'alimentazione animale o consumando un hamburger, può sembrare strano, perfino perverso, a molti.

    Anche se i fatti fossero espliciti e incontrovertibili, e il percorso del male fosse tracciato nei suoi più minuti dettagli, è improbabile che molti, nella società, avvertirebbero il medesimo senso di riprovazione morale che provano di fronte a un male diretto e individuale, come una rapina, uno stupro, la deliberata tortura del cane dei vicini.
    E' probabile che i proprietari dei negozi in cui si vende carne di bovini nutriti a cereali non avvertano mai, personalmente, la disperazione delle vittime della povertà, di quei milioni di famiglie allontanate dalla propria terra per fare spazio a coltivazioni di prodotti destinati esclusivamente all'esportazione.
    E che i ragazzi che divorano cheeseburgers in un fast-food non siano consapevoli di quanta superficie di foresta pluviale sia stata abbattuta e bruciata per mettere a loro disposizione quel pasto.
    E che il consumatore che acquista una bistecca al supermercato non si senta responsabile del dolore e della brutalità patiti dagli animali nei moderni allevamenti ad alta tecnologia.
    In una civiltà completamente imbevuta di principi illuministi, come la meccanizzazione e l'efficienza economica, la sola idea che questi medesimi principi siano, potenzialmente, causa del male è censurata.
    La maggior parte delle relazioni che regolano le società moderne sono mediate dalla razionalità, dal distacco obiettivo, dalla ricerca dell'efficienza, da considerazioni utilitariste e interventi tecnologici.
    Il moderno complesso bovino, come abbiamo appreso attraverso le pagine di questo libro, è stato fra le prime forze istituzionali a mettere in pratica le idee dell'Illuminismo, a integrare gli standard ingegneristici della moderna visione del mondo in ogni aspetto della propria attività.
    Nell'era moderna, queste idee e questi standard sono stati utilizzati efficacemente per tagliare gli intimi legami fra uomo e natura.
    I principi fondamentali dell'Illuminismo hanno spogliato la natura della propria vitalità e derubato le altre creature della propria essenza originale e del proprio valore intrinseco.

    Nel mondo moderno, freddo e calcolatore, abbiamo scambiato la salvezza eterna con l'interesse materiale personale, il rinnovamento con la convenienza, la capacità generativa con le quote di produzione.
    Abbiamo appiattito la ricchezza organica dell'esistenza, trasformando il mondo che ci circonda in astratte equazioni algebriche, statistiche e standard di performance economica.
    Il male occulto viene perpetuato da istituzioni e individui mossi da principi organizzativi razionali, che a far loro da guida per scelte e decisioni, hanno solo forze di mercato e obiettivi utilitaristici (la globalizzazione del profitto).
    In un mondo di questo genere, ci sono ben poche occasioni per onorare la creazione, essere in sintonia con le altre creature, gestire l'ambiente e proteggere i diritti delle future generazioni.
    L'effetto sull'uomo e sull'ambiente del modo moderno di pensare e di strutturare le relazioni è stato quasi catastrofico: ha indebolito gli ecosistemi e minato alla base la stabilità e la sostenibilità delle comunità umane.
    La grande sfida che dobbiamo affrontare è rappresentata dal lato oscuro della moderna visione del mondo: dobbiamo reagire al male occulto che sta trasformando la natura e la vita in risorse economiche che possono essere mediate, manipolate e ricostruite tecnologicamente, per adeguarle ai ristretti obiettivi dell'utilitarismo e dell'efficienza economica.

    Il primo passo necessario è diventare consapevoli dei meccanismi di sfruttamento del pianeta di cui siamo complici.
    Il secondo passo necessario non è fare la rivoluzione, e non è neanche aderire a questa o quest'altra organizzazione alternativa (per quanto possa essere positivo), ma è far seguire conseguenti e coerenti azioni personali in armonia con una vita etica e rispettosa dell'ambiente e del prossimo. Se vogliamo cambiare il mondo dobbiamo iniziare da noi stessi".

    (1) Da Carne amara. Supplemento D - La Repubblica 28-05-2002, di Daniela Condorelli.

    Tratto da http://www.procaduceo.org/it_mater/articol...arne2.htm#costi

    www.disinformazione.it



    Lunga vita ai vegetariani...
    Il vantaggio d’essere vegetariani
    Vegetariani meno colpiti da diabete


    Rimbalzano su tutte le più importanti agenzie di stampa le dichiarazioni del professor Bernard Guy-Grand, dell'Istituto francese per la nutrizione:

    Essere vegetariani ha i suoi vantaggi: meno incidenza dei casi di diabete e di obesità, ma anche meno problemi coronarici. Non bastano, però, le verdure: il segreto è associarle a legumi e cereali, un binomio che produrrebbe proteine molto simili a quelle presenti nella carne. Studi hanno rilevato che i vegetariani soffrono meno di ipertensione, problemi coronarici, diabete e obesità.

    L'ennesima conferma, proveniente da una prestigiosa studioso, di come l'alimentazione vegetariana sia non solo nutrizionalmente adeguata, ma anche salutare, cioè in grado di ridurre il rischio di comparsa di molte gravi malattie.



    Per ulteriori i formazioni, consulta i contenuti di www.scienzavegetariana.it
     
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